Crazy Gang Wimbledon - Photo by Daily MailWimbledon - Photo by Daily Mail

I ragazzi terribili

Ci sono squadre di calcio destinate a vincere, ad alzare trofei come fosse la cosa più naturale del mondo. Ve ne sono altre per cui il palmares rimarrà sempre vuoto come un lenzuolo candido. Poi ci sono quelle che sembrano destinate a un perenne anonimato ma che a un certo punto, senza alcun preavviso, diventano protagoniste di storie meravigliose e scrivono il proprio nome nella storia del calcio. È il caso del Wimbledon FC e dei suoi ragazzi terribili.

Wimbledon Old Central Football Club

Quando si dice Wimbledon si pensa al tennis. È naturale, è così da sempre. Chissà cosa passava nella testa di quei signori che nel 1889 fondarono il Wimbledon Old Central Football Club nell’omonimo quartiere del sud di Londra. Ci mette tutta la calma del mondo, la squadra gialloblu, ma alla fine arriva nel calcio che conta: nel 1986 arriva la promozione in First Division. Gli addetti ai lavori la danno come sicura condannata alla retrocessione, ma si sbagliano. Perché Il Wimbledon FC non è una squadra come le altre.

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Crazy Gang Wimbledon – Photo by Daily Mail

I quartieri più malfamati di Londra

I suoi giocatori sembrano presi dalle strade dei quartieri più malfamati di Londra e hanno comportamenti che spaziano dalla goliardia fino alla delinquenza. Dennis Wise è il regista di centrocampo, l’uomo più tecnico della rosa. Sembra relativamente tranquillo ma se Alex Ferguson ha detto che sarebbe stato capace di scatenare una rissa anche in una stanza vuota, avrà avuto i suoi buoni motivi. Poi c’è John Fashanu, che ama i vestiti eleganti ma dentro al campo è un assassino: nella partita contro il Norwich l’attaccante di origini nigeriane entra talmente male sul ginocchio di John O’Neill da stroncargli la carriera. Ha degli atteggiamenti violenti anche contro i compagni di squadra. Dave Beasant è il portiere nonché capitano, mentre il difensore Eric Young viene soprannominato “ninja” per le entrate in stile arti marziali e per la bandana che porta in testa quando gioca.

Wimbledon
Vinnie Jones con la maglia del Wimbledon – Photo by Pinterest.com

Vinnie Jones

E poi c’è lui, Sua Scorrettezza in persona: Vinnie Jones. Teoricamente sarebbe un centrocampista difensivo ma nel suo caso le considerazioni tecniche passano decisamente in secondo piano. Per il buon Vinnie il rettangolo di gioco non è un palcoscenico dove mettere in mostra il meglio di sé, bensì un’arena dove dare sfogo agli istinti più biechi: in carriera viene espulso per 12 volte, battuto solo da quell’anima pia di Roy Keane. Vanta il record per l’ammonizione più veloce, solo tre secondi dopo essere entrato (avete letto bene), per un tackle sul ginocchio di Eric Cantona. Se credete che si sia pentito, sappiate che ha prodotto alcuni VHS intitolati “Soccer’s Hard Man” in cui commenta i falli più duri ed elargisce consigli su come far male agli avversari. Quando le squadre avversarie vanno a Wimbledon trovano spogliatoi sporchi e senza riscaldamento e atteggiamenti che definire intimidatori è riduttivo. Anno dopo anno, i ragazzi si sono fatti una certa reputazione e nessuno va più a giocare volentieri al Plough Lane.

Sam Hammam

Si potrebbe pensare che dietro queste intemperanze ci sia una personalità carismatica in grado di temperare gli animi di questi giovanotti esagitati. Invece il proprietario del Wimbledon è Sam Hammam che, in quanto ad antisportività, non ha nulla da invidiare ai suoi giocatori: si narra che costringesse i calciatori ad ascoltare per ore musica classica in caso di sconfitta e che una volta abbia chiuso a chiave nel suo ufficio un giocatore per costringerlo a firmare un contratto. Follemente attaccato alla squadra, durante le partite sedeva quasi sempre in panchina.

Una di quelle commedie americane

Insomma, sembra di essere in una di quelle commedie americane dove la squadra più sgangherata trionfa contro ogni pronostico. Qui però siamo a Londra nel mondo reale. Al primo anno di massima serie il Wimbledon smentisce i pronostici con un sorprendente sesto posto ma il capolavoro arriva nella stagione 1987/88 quando fa fuori West Bromwich Albion, Mansfield Town, Newcastle United, Watford e Luton Town, guadagnandosi un biglietto per la finale di FA Cup contro il Liverpool. A Wembley i monelli si trovano di fronte Bruce Grobbelaar, Steve McMahon e compagnia. E, per la prima volta, sembrano quasi intimiditi. I Reds partono forte e Beasant deve compiere un intervento miracoloso per impedire a John Barnes di segnare. Pian piano i gialloblu prendono coraggio: prima Fashanu sfiora il gol e poi al 37° Lawrie Sanchez insacca in rete con un preciso colpo di testa. Nella ripresa il Liverpool attacca in modo asfissiante e si guadagna un rigore. Aldridge calcia bene in modo angolato, ma Beasant è in giornata di grazia e respinge. Gli ultimi minuti sono un assalto all’arma bianca ma il Wimbledon tiene duro.

Crazy Gang Wimbledon – Photo by Daily Mail

Lady Diana applaude

Al fischio finale è l’apoteosi. Lady Diana applaude e consegna la coppa mentre il telecronista della BBC John Motson dichiara che la Crazy Gang ha sconfitto il Culture Club. Ed è così che questi ragazzacci passano alla storia, come la “Crazy Gang”, la banda dei pazzi. Stavolta Davide ha battuto Golia, l’agonismo sfrenato ha prevalso sulla tecnica. Un solo rammarico: quello di non poter disputare la Coppa delle Coppe a causa del ban imposto alle squadre inglesi nelle competizioni europee per via della strage dell’Heysel. Peccato, sarebbe stato bello vedere il Wimbledon esportare il proprio “modello” sul continente.

Dopo il trionfo di Wembley…

Dopo il trionfo di Wembley la squadra perse quasi tutti i suoi pezzi. Wise passò al Chelsea dove militò per tutti gli anni novanta vivendo l’epopea di Vialli e Di Matteo, Jones appese gli scarpini al chiodo e recitò in “Lock and Stock” e “The Snatch” nel ruolo del duro di strada. Fashanu non perse il vizio della rudezza: nel 1993 ruppe il cranio a Gary Mabbutt in una partita contro il Tottenham e attualmente fa il commentatore televisivo. Oggi il Wimbledon FC non esiste nemmeno più ma la storia di quella squadra è ben conosciuta dagli amanti del calcio. E, volendo scegliere un’immagine iconica che descriva meglio di mille parole la Crazy Gang, la foto di Jones che strizza i testicoli a Paul Gascoigne è senza dubbio la migliore.

di Raffaele Terzoni

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