Salah

Un pomeriggio british. Che più british non si può. Perchè la Premier League offre una classicissima del calcio inglese. West Ham contro Liverpool, quarta contro quinta. Nell’ora del the. Gli Hammers sorridono da sei partite consecutive, tra campionato e coppa, e col vento in poppa provano a fare lo scalpo ai Reds, dall’andamento invece lento. Solo il ‘sacco’ in casa degli Spurs ha ridato il sorriso a Klopp, dopo ben cinque passaggi a vuoto, inclusa l’eliminazione dall’FA Cup per mano del Manchester United.

Soliti noti in campo nel West Ham, con Moyes che spreme i suoi titolarissimi non disponendo di una rosa extra-large. Rice e Soucek è la diga a centrocampo, con Bowen, Fornals e Benrahma che agiscono immediatamente dietro Antonio. Ogbonna al suo posto, fa il vigile e dirige la difesa ‘clarets and blue’. Mentre il Liverpool perde in extremis Manè per un leggero fastidio muscolare, e si affida a Origi. In realtà in campo c’è anche Shaqiri, perchè Klopp abbozza un delicato turnover e lascia in panchina Firmino.

Come da copione, sono gli ospiti a fare la partita. Prendendo residenza nella metà campo del West Ham. Che a sua volta si dimostra attendista, per cercare di colpire di rimessa con i propri mezzofondisti. Origi per un pelo non la sblocca subito. E Salah dopo 20′ di testa mette paura a Fabianski, non inquadrando però la porta. I londinesi in attacco fanno poco: Fornals si fa ribattere la sua conclusione dal muro difensivo ospite, Antonio si sbatte, ma il suo fisico da corazziere gli permette di vincere duelli fisici, ma non di essere pericoloso dalle parti di Alisson. E’ troppo solo. Non riceve rifornimenti, con Moyes che non sblocca la pistola dell’autoblocco. Ma il Liverpool non sfrutta la spinta eolica del vento (con pioggia) del London Stadium, ostenta una smaccata disinvoltura e superiorità per il rettangolo verde, ma non bada al sodo. Almeno fino al 45′ quando architetta una buona azione e mette Origi nelle condizioni di segnare. Ma l’attaccante belga si divora il punto del vantaggio. E si va negli spogliatoi con il risultato ad occhiali.

Costruisce dal basso il Liverpool, e lo fa bene, disponendo di giocolieri consumati. Ma a sfiorare il vantaggio ad inizio ripresa è Antonio che va a centimetri dal gol. Poi, sale in cattedra Salah. Supernova monstre. Un oggetto unico che non ha confronti per luminosità. Trova il gol del vantaggio al 57′, assistito dal neo-entrato Jones, e di piatto sinistro piazza la palla proprio dove la nonna nasconde i barattoli di marmellata. Poi, ancora l’egiziano, regale, raccoglie un lancio millimetrico di Shaqiri e consegna ai posteri una sublime opera barocca: stop a seguire col piede destro, e appoggio morbido di sinistro, a superare Fabianski proteso in tuffo. Una gemma.

Salah
Il gol di Salah – Photo by official Twitter Liverpool

Il West Ham non può non accusare il colpo. L’uno-due della stella egiziana provoca dolore negli Hammers. Che si guardano in faccia e si scoprono nudi. Con il portiere polacco che trascorre un pomeriggio complicato in ufficio dovendo raccogliere dalla propria porta anche il 3-0 di Wijnaldum. Secondo tempo a senso unico. Con i Reds che prendono a pallonate gli avversari. C’è solo spazio per il sussulto d’orgoglio di Dawson, in chiusura, che col marchio di fabbrica del colpo di testa rende quantomeno più dignitoso il pomeriggio dei londinesi. Ma questa sconfitta piuttosto netta non smuove di una virgola il finora fantastico campionato disputato dai ‘martelli’.

di Andrea Indovino

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