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Manchester City e Crystal Palace animano la domenica sera in Premier League. Protagoniste all’Etihad Stadium, maestoso seppur spoglio. Con due squadre che cercano i tre punti per perseguire obiettivi contrapposti: Citizens il titolo, Eagles una salvezza quanto più tranquilla possibile.

Pep Guardiola ruota i suoi, come da consuetudine. E può permetterselo, perchè dispone di una rosa chilometrica, tutta di qualità. Si rivede Zinchenko terzino sinistro, e Fernandinho playmaker davanti alla difesa. Sterling c’è sempre, uomo troppo importante per lo scacchiere tattico del City. Completano il tridente offensivo, Gabriel Jesus e Bernando Silva. Con De Bruyne mezzala destra. Un atteggiamento super offensivo, l’intento del tecnico spagnolo è chiaro. Vincere. Mentre il Crystal Palace annovera delle assenze: Schlupp e Sakho, note alla vigilia, a cui si aggiunge quella pesante di Zaha dell’ultimo minuto. E Hodgson non schiera neppure Benteke in avvio. Ma sceglie Ayew, scelta discutibile. Con Townsend ed Eze leggermente dietro il naturalizzato ghanese.

Il canovaccio della gara è chiaro. City in attacco, e Crystal Palace a fare barricate. Ma i primi 20′ filano via lisci per i londinesi, che rischiano poco. E’ stucchevole il possesso palla dei padroni di casa, che sfiora il 75%. Ma nel calcio vince chi scaraventa la palla in rete, ed al 26′ se lo ricordano De Bruyne e Stones. Il primo si inventa una cross delizioso di esterno destro, telecomandato sulla testa del secondo che impatta a meraviglia il cuoio ed apre la scatola difensiva dei londinesi. Per il campione belga, è il centesimo assist con la maglia del City in tutte le competizioni. Uno a zero, alla prima vera occasione creata. Il Palace non reagisce, rimane asserragliato tutto davanti a Guaita. Proprio come se qualcuno gli avesse fatto recapitare negli spogliatoi, appena prima del calcio d’inizio, un copione nel quale recitare il ruolo di vittima sacrificale. Non combinano nulla, i viaggianti. Neppure Eze, il più tecnico del Palace, si fa notare. I compagni lo sollecitano, provano a cercare a ristoro in lui, ma la serata è di quelle impervie. Termina senza grossi scossoni la prima frazione di gioco, con i padroni di casa avanti di un gol.

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Stones esulta dopo un gol – Photo by official Twitter Man City

Non che la ripresa sia pirotecnica come il Capodanno cinese. Ma quantomeno il Manchester City aumenta il ritmo della manovra, rendendo più appetibile ciò che accade di campo. Ci pensa Gundogan ad accendere la miccia, con un missile terra-aria che non avrebbe sfigurato in un arsenale di una superpotenza negli anni sessanta. Palla all’incrocio dei pali. Guaita si tuffa, ma può poco, come la mamma che tenta di tenere a bada il proprio figlio alla vista del cioccolato. Il ‘professore’ del centrocampo, che di mestiere disegna calcio, all’occorrenza sa anche fare il goleador, e mette al sicuro il punteggio.

Che si dilata ulteriormente al 68′; ed è ancora Stones a raccogliere una palla vagante in area che scaraventa con forza oltre la linea di porta. Serata magica per il difensore centrale nativo di Barnsley che non segnava in Premier League addirittura dal 2015. Un’abbuffata, per un baluardo difensivo che di rado trova gloria in attacco. Il Palace è tramortito. Prova a fargli riprendere i sensi Hodgson con l’ingresso di Batshuayi, per l’evanescente Townsend, ma ormai il dado è tratto. C’è anche il tempo per annotare il 4-0, disegnato da Sterling su punizione. Che rende eccellente la serata dei Citizens.

In carrozza vince il City, che approfitta del pareggio nel big match tra Liverpool e Manchester United, ed accorcia ulteriormente la classifica. E’ a -2 dai Reds battistrada. Per il Crystal Palace, continua il campionato vissuto sulle montagne russe: una giornata si gode, l’altra si piange. Ecco, questa è una di quelle che andrebbero dimenticate al più presto.

di Andrea Indovino