Chelsea

La chiamata

“Mi ha chiamato Vialli. E subito ho sperato che la trattativa si concretizzasse: questa e’ un’ occasione importante per la mia carriera”. Queste le parole con cui il 20 luglio 1999 Carlo Cudicini, figlio d’arte di Fabio, “il ragno nero”, portiere del Milan campione d’Europa e del mondo nel 1969, commenta il suo sbarco a Londra: il suo non è “un salto qualsiasi”, perchè il ragazzo passa dalla allora chiamata serie C1 con il Castel Di Sangro a Londra e alla Premier League. Vialli pensa difatti a lui per il ruolo di secondo alle spalle di Ed de Goeij; ma il destino aveva in serbo altri piani così, dopo poche giornate, il portiere olandese subisce un serio infortunio che spalanca una porta che il portiere milanese, di fatto, non lascerà più. Sino al 2004 e all’arrivo a Stamford Bridge di un ragazzo di 1.95 proveniente dalla lontana Plzen.

Chelsea
Carlo Cudicini con la maglia del Chelsea – Photo by metro.co.uk

 

Londra

L’esperienza londinese di Cudicini durerà dieci anni, lasso di tempo in cui l’estremo difensore oltre a vincere titoli con il club, si toglierà la soddisfazione di ottenere successi personali come il “Chelsea Player of the year(2002) e il “Premier League Goalkeeper of the year(2003). Per i supporters però sarà ricordato per la indiscussa dote di “para-rigori”, come dimostra la invidiabile statistica di sei penalty parati sui 12 subiti.

 

Il Nord della città

Come detto l’arrivò di Cech cambiò il futuro dell’azzurro che, dopo alcuni anni vissuti come secondo, lasciò il club. Il 26 gennaio 2009, dopo dieci anni passati in maglia Blues, Carlo rimane a Londra ma si trasferisce nel Nord della città; la nuova casa si chiama Tottenham. In maglia Spurs colleziona 11 presenze, preludio a trasferirsi dall’altra parte del mondo e iniziare una nuova esperienza con la maglia dei Los Angeles Galaxy.

 

Arrivederci

Il distacco dal Chelsea fu solo un arrivederci, e della serie a volte ritornano ecco che nel 2016, un anno dopo esser divenuto “ambasciatore del club”, Cudicini torna al Chelsea come assistente nella avventura inglese di Antonio Conte.

di Pierluigi Cuttica