Metropolitana

Ad oggi la metropolitana di Londra è considerata uno dei simboli della città, sebbene relativamente sia molto più recente è identificativa della città tanto quanto lo sono Buckingham Palace o l’Abbazia di Westminster.

Il primo tratto della metropolitana di Londra viene inaugurato nel gennaio 1863, il che rende tale sistema metropolitano il più antico del mondo. Per dare un’idea, a Parigi la prima linea della metropolitana è inaugurata nel 1900, a New York nel 1904, a Roma nel 1955, mentre a Milano i lavori alla Linea Uno si concludono nel 1964.

Dopo molte proposte scartate, il nome con cui si decide di lanciare il nuovo treno che si sposta tramite un sistema di gallerie sotterranee è North Metropolitan Railway (Ferrovia metropolitana settentrionale). Questo perché il primo tratto copre i 5,6 chilometri tra la stazione ferroviaria di Paddington (lato di Bishop’s Road) e Farringdon Street, quartieri del nord di Londra. In seguito il sistema metropolitano londinese diviene conosciuto come Underground.

Undreground
London Undreground – Photo by Jordhan Madec on Unsplash

La concezione e la costruzione di un sistema ferroviario urbano e sotterraneo si colloca in un periodo storico di grande fermento per il Regno Unito. Siamo nell’Età Vittoriana, a cavallo tra prima e seconda rivoluzione industriale, sono anni di enorme sviluppo economico, produttivo, commerciale e quindi di conseguenza anni di notevoli cambiamenti socio- culturali.

In una Londra in cui le strade sono quasi impercorribili a causa del traffico c’è bisogno di inventarsi qualcosa di nuovo: l’idea di costruire una ferrovia sottoterra come soluzione ai problemi di trasporto e traffico urbano è anche frutto del grandissimo entusiasmo che in quegli anni infonde il treno, nuovo mezzo di locomozione che viaggia su rotaie e dimezza i tempi di percorrenza di ogni tragitto, facilitando lo scambio di merci e le relazioni tra persone. La scelta di scavare sottoterra, seppur non semplice, non sembra assurda e banale, come dimostrano industriali e investitori che finanziano la prima linea della metro.

I lavori iniziano nel marzo del 1860, scavare chilometri di tunnel sottoterra presenta parecchi problemi ingegneristici. Il metodo usato per i primi anni è il cosiddetto “cut and cover”. Si tratta di scavare una profonda trincea sventrando una strada e interrompendo tutti i tubi sottostanti per poi posare i binari sul fondo, rafforzare le pareti con un muro di mattoni, ricoprire il tutto con un tetto e poi rifare la strada. Sventrare le strade non sembra un sistema molto indicato per risolvere il sistema del traffico ed inoltre richiede molta manodopera per risultati esigui.

Con il sistema di cut and cover sono costruite le linee Metropolitan (la prima linea ad esser ultimata), Hammersmith & City, District e Circle. Quest’ultima linea oggi serve le stazioni di Paddington e Farringdone, le prime ad essere inaugurate.

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London Baker Street – Photo by Jack Finnigan on Unsplash

Successivamente l’ingegneria britannica trova un modo più efficiente per scavare sottoterra, la tecnica dello scudo “The shield“. Lo shield è un metodo che si ispira all’estrazione mineraria e consiste nello scavare alcuni pozzi verticali e in cui poi sono calati grandi anelli di ferro circolari delle dimensioni delle gallerie. All’interno di ogni anello c’è un solido telaio di ferro, su cui si piazzano uomini con le pale che scavano la terra di fronte a loro e rinforzano poi le pareti con mattoni. Quando la portata della pala è esaurita, si spinge avanti lo scudo. Il risultato è un tubo circolare, non troppo ampio ma sufficiente a farci passare un treno. Ecco perché la metropolitana di Londra è nota come The Tube.

Gli operai impiegati nella costruzione delle prime gallerie metropolitane sono spesso scozzesi, irlandesi, oppure minatori del Galles che lavorano in un ambiente angusto e con temperature molto elevate. Sono pagati a seconda dell’avanzamento della galleria, il che ha contribuito ad accelerare i lavori. Con questa tecnica, la rete della metropolitana di Londra si espande molto più rapidamente che con il vecchio cut and cover. Le linee metropolitane più recenti sono costruite con la tecnica dello shield: Northern, Piccadilly, Bakerloo, Waterloo & City, Central, Jubilee e Victoria.

Metropolitana
Metropolitana di Londra – Photo by Tomas Anton Escobar on Unsplash

La linea Victoria viene inaugurata alla fine degli anni ’60 ed a seguito della sua inaugurazione iniziano i lavori della Jubilee Line. Quest’ultima, che collega la città da est (con capolinea a Stratford) a nord-ovest (con capolinea a Stanmore) inizialmente è conosciuta come Fleet Line, in quanto passante da Fleet Street, una strada molto importante di Londra in quanto per decenni ha ospitato le sedi delle più famose testate giornalistiche londinesi e non soltanto. La stessa prende nome dal Fleet River, un piccolo fiume che intersecava la strada ed adesso è interrato. La costruzione della Jubilee Line subisce continui ritardi, tanto che la sua inaugurazione avviene solo nel 1979, è per questo motivo che la linea viene rinominata Jubilee, poiché la sua apertura coincide con il giubileo d’argento della regina Elisabetta II (venticinquesimo anniversario della salita al trono). Inoltre, anche la scelta originaria di dare il colore grigio navale alla linea viene modificata, dandole il colore argento relativo al venticinquennale.

Londra
Metropolitana di Londra – Photo by Joël de Vriend on Unsplash

I primi viaggi sui treni non sono molto comodi. I primi treni della metropolitana sono a vapore, con le carrozze illuminate a gas. I passeggeri si lamentano spesso dei fumi poco salutari che invadono le carrozze, nonostante i tentativi di ventilazione. L’elettrificazione delle linee arriva solo all’inizio del Novecento. Inizialmente sono presenti tre classi differenti di viaggio.

Il progresso metalmeccanico ed ingegneristico ha contribuito a rendere più confortevoli e più sicuri i viaggi in metro. Sotto l’aspetto della sicurezza non si può non ricordare che durante la seconda guerra mondiale, nelle maggiori città inglesi le stazioni metropolitane fungono da riparo per la popolazione durante i numerosi bombardamenti operati dalla Luftwaffe con lo scopo di piegare la forza militare ed industriale britannica gettando le basi per una successiva invasione dell’isola.

Londra
Stazione della metropolitana di Canary Wharf – Photo by Il Calcio a Londra

Nel secondo dopoguerra, al netto di migliaia di corse metropolitane, si annoverano soltanto due incidenti rilevanti prima degli attacchi terroristici di matrice islamica del 7 luglio 2005, quando, pressoché in contemporanea, esplodono tre bombe rudimentali che causano la morte di circa 40 persone ed il ferimento di altre decine.

Non si può parlare della metro di Londra senza menzionare la sua famosa mappa, disegnata da Harry Beck negli anni Trenta. È uno degli esempi più illustri della storia del graphic design e ha ispirato molte altre mappe metropolitane intorno al mondo, da quella di New York a quella di Tokyo. Il principio che guida la mappa di Beck è semplice: stilizzare al massimo il percorso delle linee, usando solo tracciati verticali, orizzontali e obliqui, perché secondo l’intuizione di Beck le persone non sono interessate a una riproduzione fedele del tragitto attraverso (sotto) la città, quanto piuttosto a uno strumento di facile leggibilità. Altra idea geniale, che cattura immediatamente l’attenzione e facilita l’orientamento di chiunque consulti la mappa della metro è il fatto che ogni linea abbia un proprio colore, diverso da tutte le altre linee.

Il successo della mappa di Beck è da subito enorme, tanto da diventare uno degli strumenti più usati dai visitatori. Diventa soprattutto un simbolo di Londra ben presto viene riprodotto, ripreso, rielaborato e preso in giro.

La mappa ed il logo della metropolitana di Londra si possono trovare oggi disegnati sui più disparati oggetti e con le più disparate forme, dai panni per gli occhiali al disegno fatto su di un elegante tavolo di vetro. A dimostrazione del fatto che ormai la Tube è un elemento identitario della città.

Di Davide Landi