Arsenal stagione 2008-2009 / esultanza dopo i rigori dell'Olimpico contro la Roma 11 Marzo 2009 - Photo by Uefa.com

 

Nel calcio come nella vita ci sono certi amori, quelli che sembra che possa succedere chissà che, poi invece non succede nulla. La Champions League è la competizione dei sogni sbocciati ma anche di quelli infranti.

Nella stagione 2008/09 nel cuore dei tifosi della Roma c’è un solo pensiero, la finale in casa allo Stadio Olimpico, come venticinque anni prima, l’unica ad oggi e chissà per ancora quanto tempo, giocata dai giallorossi davanti il proprio pubblico.
A vincere fu il Liverpool in una partita che ancora rappresenta una ferita aperta per molti e crederci per una seconda volta non costa nulla.
Giocare in casa una finale di Champions League è un avvenimento unico più che raro con la Roma e i romanisti vogliono sfruttare questa chance.

 

Il girone

Il sorteggio dei gironi è benevolo per la Roma ma impegnativo: Bordeaux, Cluji e soprattutto Chelsea. L’inizio è in salita, la sconfitta in Transilvania, nella terra di Dracula, contro il Cluji, complica subito i piani, ma Spalletti e soci superano la fase come primi dopo le belle vittorie sul campo del Bordeaux e in casa contro i Blues.

Arsenal stagione 2008-2009 / esultanza dopo i rigori dell'Olimpico contro la Roma 11 Marzo 2009 - Photo by Uefa.com
Arsenal stagione 2008-2009 / esultanza dopo i rigori dell’Olimpico contro la Roma 11 Marzo 2009 – Photo by Uefa.com

Gli ottavi

Nella fase a eliminazione diretta, l’urna di Njon mette contro la Roma l’Arsenal di Arsène Wenger. I Gunners sono uno squadrone di tutto rispetto in cui spiccano giocatori del calibro di Van Persie, Nasri, Sagna, Gallas solo per citarne alcuni.

Dopo l’1-0 dell’andata all’Emirates a favore dell’Arsenal grazie al gol di Van Persie, l’11 marzo è il momento della gara di ritorno. I Gunners sono favoriti per diversi fattori: il risultato dell’andata regala ai Wenger’s boys due risultati su tre e oltre a questo, a piovere ulteriormente sul bagnato la Roma deve fare a meno di diverse defezioni. Il reparto arretrato è decimato, manca Mexes bloccato dalla febbre e per infortunio non ci sono Panucci e Cassetti. Spalletti è costretto a inventarsi una difesa formata da un giovane Marco Motta a destra, Riise a sinistra e al centro Juan recuperato in extremis in coppia con Diamoutene.

 

La partita

L’Olimpico è sold out, il popolo giallorosso ci crede, in passato è stato protagonista di rimonte e battere in casa l’Arsenal non è un ostacolo insormontabile. Passa poco dal fischio iniziale che Juan, accusa un dolore muscolare e sembra chiedere il campo ma stringe i denti e una manciata di minuti più tardi piazza il colpo. Su un cross di Totti batte Almunia per l’1-0 al 9’ minuto, è il gol che ristabilisce la parità nella doppia sfida.
Juan, dopo il gol però è costretto a dare forfait, al suo posto al centro della difesa di posizionata Riise per un’inedita coppia con Diamoutene.
La Roma non si scoraggia e attacca come l’Arsenal che si rende pericolosa soprattutto con gli inserimenti di Diaby. La partita è aperta, entrambe le squadre giocano e creano molto. Un contatto molto dubbio in area Gunners tra Clichy e Brighi non è sufficiente per l’arbitro Mejuto Gonzalez per fischiare il calcio di rigore a favore dei giallorossi, nella ripresa Baptista ha l’occasione del raddoppio la spreca una clamorosa chance del due a zero per la Roma.

Roma - Arsenal stagione 2008-2009 / 11 Marzo 2009 - Photo by Zimbio.com
Roma – Arsenal stagione 2008-2009 / 11 Marzo 2009 – Photo by Zimbio.com

Fatal rigori

I tempi supplementari vanno via senza particolari emozioni, l’Arsenal ha più birra nelle gambe ma la Roma tiene bene il campo. A decidere il passaggio del turno saranno quindi i calci di rigore. Gli errori di Eduardo e Vucinic tengono la sfida in parità fino all’ultimo tiro di Tonetto, non uno specialista, che calcia fuori decretando il passaggio del turno dei Gunners e la fine dei sogni dei tifosi giallorossi eliminati agli ottavi di finale per una competizione poi vinta dal Barcellona all’Olimpico contro il Manchester United.

 

Per la Roma è l’eliminazione dei rimpianti, di quel che poteva essere e di ciò che non è stato, un po’ come quegli amori mai sbocciati.

 

 

di Lorenzo Petrucci

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