FA Cup

Stockport e West Ham chiudono il programma del terzo turno di FA Cup. In una sfida dal pronostico scontato, con gli Hammers decimi in Premier League ed i padroni di casa che militano in quinta divisione.

Ma Moyes non si fida dello Stockport, e si affida ai suoi pretoriani. Ogbonna è schierato al centro della difesa, con Noble e Rice a comporre la diga di centrocampo. E tanta fantasia alle spalle di Antonio: Lanzini, Benrhama e Yarmolenko. Tra le fila degli Hatters, i ‘cappellai’, gioca invece Rooney, trequartista, fratello del più noto Wayne, ex stella del Manchester United ed attuale allenatore del Derby County.

Il West Ham sembra voler fare un solo boccone dell’avversario, e al 6′ sfiora il vantaggio con Benrhama che scheggia il palo con un elegante tiro a giro. Poi dopo cinque giri di lancette ci prova anche Yarmolenko, con la palla che va a morire sul fondo. Arriva anche un imprevisto spettacolo pirotecnico a sovrastare Edgeley Park, che costringe l’arbitro Dean ad interrompere per qualche istante la contesa. Ma con il trascorrere dei minuti, cala la voglia di fare degli Hammers, che iniziano a diventare superficiali ed inconcludenti. Tanto possesso palla, ma fine a se stesso, con la manovra che risulta stucchevole. Lo Stockport non fa altro che difendersi nella propria metà campo, giocando più a calci che a calcio. Benrhama si muove tanto tra le linee, così come Lanzini. Entrambi provano ad innescare Antonio, ma il centravanti londinese è agile come un pachiderma, e risulta il più delle volte giocare per i difensori di casa. E quindi gli uomini di Moyes si affidano al tiro da fuori ma Rice sul finire del tempo dimostra di avere due ferri da stiro al posto dei piedi.

Al termine del primo tempo, è 0-0 il parziale, con il West Ham che non fa abbastanza per tornare negli spogliatoi in vantaggio. Considerando le quattro categorie di differenza tra le due squadre.

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Azione di gioco tra Stockport e West Ham – Photo by account Twitter Stockport

La ripresa vede i londinesi riversati nella metà campo dello Stockport. Tanti però sono i passaggi orizzontali, poche le verticalizzazioni. E il gioco risulta prevedibile e scolastico. La pioggia non smette di scendere su Edgeley Park, la quale sempre più copiosa rende il terreno di gioco un acquitrino. Condizione che favorisce i padroni di casa, che prendono coraggio e addirittura sfiorano il gol al 64′ con Jennings che a botta sicura supera il portiere Randolph ma non Dowson che salva sulla linea. Fiutato il pericolo, Moyes dispiega forze fresche in campo. Inserisce Soucek e Bowen, ma commette l’errore di tenere in campo Antonio, un fantasma. Il West Ham non riesce a sbloccare il risultato e allora ci pensa il portiere degli Hatters Hinchliffe ad offrire la ghiotta chance agli ospiti: serve involontariamente Benrhama in disimpegno, ma il marocchino non scarta il dono del collega.

Aleggia lo spettro dei supplementari, a 10′ dal triplice fischio finale. E allo Stockport andrebbe bene così. Ma ecco che all’82’ dagli sviluppi di un calcio d’angolo, Bowen pesca l’inserimento di Dowson che colpisce di testa e apre la scatola difensiva dello Stockport. Con palla all’angolino, un colpo da biliardo. E di fatto la partita si chiude qui, perchè i padroni di casa guadagnano qualche corner, ma non creano pericoli dalle parti di Randolph.

Finisce con gli Hammers che si abbracciano a centrocampo, festeggiando una qualificazione più sudata del previsto. Ma tanti applausi se li merita questo Stockport, che vende cara la pelle, lotta, combatte e non tira mai indietro la gamba. E quasi sfiora l’impresa. Per lunghi tratti della gara le quattro categorie di differenza tra le due squadre non si notano.

di Andrea Indovino

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