Tottenham

Porte in faccia

E dunque altra portata in fronte. Già, presa in pieno. La terza in una settimana. Per un club che, fallimento dopo l’altro, rovista tra spazzatura e macerie lasciate da Mourinho. Coi big che potrebbero salutare alla fine di 7 anni straordinari ma finiti malissimo, con una società al centro di riflettori  e contestazioni tra debiti da risanare e Super League, con un presidente che sembra tornato quello di una decina di anni fa e che ti può cacciare da un momento all’altro, tecnici emergenti e ambiziosi oggi se ne stanno beati alla larga da una panchina rovente come quella del Tottenham Hotspur. Follia, se pensiamo a due anni fa, tra New Stadium e sogno Champions, quelle radiose giornate di maggio che rischiarono meravigliosamente di riscrivere la storia del club con la coppa dalle grandi orecchie. 

Mourinho
Josè Mourinho – Photo by Talksport.com

Avanti un altro

Invece regna desolazione, regna oscurità. Proseguono drammaticamente i casting ad Hotspur Way, quelli per il nuovo allenatore del Tottenham, ma fin qui non s’è presentato nessuno. Levy voleva Nagelsmann, il Bayern ha sbaragliato la concorrenza. Levy voleva Rodgers, ma Brendan ha giurato amore eterno alle Foxes, alle loro fondamenta ed al suo progetto, sognando la prossima Champions. Nelle ultime 48 ore s’era parlato fortemente di Ten Hag, evidentemente terza scelta, ma il tecnico dell’Ajax (che legò agli Spurs storia nella storia una delle parentesi più drammatiche della sua carriera) ha rinnovato stamani fino al 2023 giurando anche lui fedeltà al club lanciero. E’ questa la Breaking con cui s’è svegliato tutto il mondo Tottenham: niente Ten Hag, altro portone in fronte. 

Erik ten Hag
Erik ten Hag, 29-04-2021 – Photo by GianlucadiMarzio.com

Polveriera

Il Tottenham è una polveriera. E Levy sta diventando sempre più un mangiallenatori. Il disastro ha voluto si tradisse Poch, una delle più belle storie d’amore del calcio moderno, per sposare Jose e continuare con lui per rilanciare ambizioni dopo Madrid. Ma con Mou è finita malissimo, per questo si ritorna sulla filosofia di base: rifondazione, largo ai giovani, Tottenham Way e calcio offensivo. Mason traghetta, ma destino già segnato. Il Tottenham aveva corteggiato eccome i 3 nomi precedentemente elencati, ma ha ricevuto, senza se’ e senza ma, tre bei due di picche!

E adesso?

E adesso? E adesso si vagliano soltanto le ipotesi che sono rimaste. Parker non scalda la piazza, retrocederà col Fulham. Allegri è misteriosamente un profilo che non scalda la dirigenza, che con la scelta di Mason ha deciso di tornare sui binari di una figura più alla Poch. Giovane, offensivo, ambizioso. Ricostruire legacy nel tempo, impossibile vincere subito, troppi debiti da sanare. S’è parlato pure di Sarri, ma la candidatura trova ben pochi riscontri. Insomma, una desolazione. Si brancola nel buio. Ma attenzione, c’è qualcuno in fondo alla via di cui s’è parlato pochissimo, che se si cerca un cuore pulsante, motore e fedeltà verrebbe di corsa per rifondare e ricostruire, qualcuno che considererebbe il Tottenham la più grande sfida della sua carriera: Nuno Espirito Santo, fuoco Wolves, con cui ormai sembra arrivati ai titoli di coda. Chissà.. 

di Simone Dell’Uomo

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