Queens Park Rangers

L’estate del 1975 volgeva al termine, i Genesis incantavano il mondo con il loro prog trasognato ed il Queens Park Rangers allenato da Dave Sexton, ex bomber del West Ham e già allenatore leggendario del Chelsea, attendeva con trepidazione la prima giornata di campionato. Il club dell’ovest di Londra, spesso oscurato dai rivali di quartiere del Fulham, che all’epoca potevano vantare Bobby Moore tra le proprie fila, e dal glamourous Chelsea, era stato promosso nella massima serie solo nel 1973 ed ambiva a disputare un campionato tranquillo, preferibilmente lontano dalla zona retrocessione. Eppure in quel pomeriggio di Agosto la squadra di Sexton attirò su di sé i riflettori quando a Loftus Road il temibile Liverpool di quegli anni fu battuto per 2-0 dai padroni di casa, un risultato persino ingiusto nei confronti dei vincitori. Una delle reti fu segnata da Gerry Francis al termine di un’azione corale che riassume perfettamente la filosofia di gioco dell’allenatore di Islington: dal portiere al finalizzatore, box to box in cinque passaggi e meno di dieci tocchi.

Il QPR fu immediatamente indicato da molti addetti ai lavori come la sorpresa del campionato e, nonostante un paio di passi falsi, restò sempre nelle prime posizioni di classifica. La solidità difensiva di Dave Clement, l’inesauribile energia di Gerry Francis a centrocampo e l’istinto per la rete di Don Givens erano i fattori trainanti di un gioco arioso e dinamico che trasformò ben presto i bianco-blu nella seconda squadra di ogni britannico. Fu tuttavia dopo il periodo natalizio che gli Hoops ingranarono la quinta, vincendo undici partite su dodici e raggiungendo la testa della classifica alla vigilia di una giornata che cambierà per sempre le sorti del calcio inglese e non solo.

Era la domenica di Pasqua del 1976 ed il QPR capolista giocava in trasferta con il Norwich City a Carrow Road mentre il Liverpool, seconda ad appena una lunghezza dai londinesi, riceveva lo Stoke City ad Anfield. Sarà stato il mix fatale di inesperienza e ‘paura di vincere’, ma la squadra di Sexton cadde sul più bello. Un paio di cross tagliati e di traiettorie inconsuete su palle inattive costarono agli Hoops uno svantaggio di due reti che Francis e compagni riuscirono solo ad accorciare nel secondo tempo prima di subire in contropiede la rete del definitivo 3-1 dei padroni di casa. Contemporaneamente i Reds riuscirono a superare i Potters al termine di una rocambolesca partita terminata 5-3, riacquistando la vetta della classifica. Il Liverpool era però anche impegnato nelle competizioni europee e si preparava ad affrontare il Brugge nella finale di Coppa UEFA; così i Reds furono costretti a rinviare la loro ultima partita di campionato, l’ostica trasferta di Wolverhampton per far posto agli impegni internazionali.

Queens Park Rangers
Queens Park Raggers anno 1975 – Photo by pinterest.co.uk

Gli uomini di Sexton vinsero tutte le rimanenti partite del torneo e, in attesa della sfida decisiva del Molineux, furono di nuovo in testa alla classifica per un breve periodo, dieci giorni in cui finalmente i tifosi degli Hoops poterono sfiorare col pensiero quel titolo di campioni d’Inghilterra che fino ad allora avevano soltanto potuto sognare. L’intera squadra del QPR fu anche invitata dalla BBC, il cui quartier generale è a pochi passi da Loftus Road, per seguire e commentare insieme quella partita decisiva che si sarebbe giocata nelle West Midlands, il match che avrebbe assegnato il titolo e cambiato le sorti del calcio. Il Liverpool vi arrivava stanco ma determinato a non farsi soffiare il titolo da una squadra molto meno blasonata; il Wolverhampton aveva intanto bisogno dei tre punti per non retrocedere e per non dover guardare al risultato di Birmingham City-Sheffield United per garantirsi la permanenza nella massima serie.

Tutto sembrava girare per il verso giusto per i bianco-blu dell’ovest di Londra; i Wolves controllavano il gioco ed il Liverpool appariva fiacco e disorganizzato. Furono infatti i padroni di casa a sbloccare il punteggio: fu allora che la chimera sembrò diventare realtà, qualcuno poté persino pregustare il contatto con il liscio argento del trofeo di campione d’Inghilterra. Ma fu King Kevin Keegan a salire in cattedra ed a guidare il Liverpool ad una vittoria che consegnò il titolo al club del Merseyside e spezzò i cuori di molti, non solo tra i tifosi del QPR. Quel 3-1 lanciò il Liverpool verso anni di trionfi nazionali ed internazionali e cambiò per sempre i destini del football, determinando allo stesso tempo la fine dei sogni di gloria del QPR. Da allora gli Hoops intrapresero una brusca parabola discendente che li condusse alla retrocessione nel 1979; da quella domenica di primavera il QPR non si è più neanche lontanamente avvicinato ad alzare un trofeo.

Per quanto possa sembrare impossibile, quella Pasqua a Carrow Road costò il titolo a Francis e compagni; non si può tuttavia non pensare a come sarebbe andata se il risultato di quel giorno fosse stato diverso. Sta di fatto che quel QPR è ancora oggi celebrato, non solo dai propri tifosi, come l’inaspettato underdog, la squadra sfavorita che accese i sogni degli appassionati in tutto il Paese, ricordata ancora oggi come “la squadra che fu campione per dieci giorni”.

di Michele Mele