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Trecce scure, uno sguardo deciso e un paio di occhiali, questo era Edgar Davids, uno dei più forti e vincenti centrocampisti apparsi in Europa tra gli anni ’90 e 2000.

Chi oggi ha più di venticinque anni non può avere a mente le sue giocate ma anche le celebri apparizioni in spot pubblicitari. Davids era l’emblema del centrocampista dotato di tanta corsa, grinta e di un elegantissimo piede sinistro. Grazie al suo modo di giocare, esaltava le folle perché uno così in squadra se ce l’hai è tanta roba. Abbinava tecnica a grinta e uno sguardo da “cattivo”, da pitbull, che faceva paura ai deboli di cuore.

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Edgar Davids con la maglia del Barnet – Photo by Barnet Borough Times



Nato nel Suriname (Paese che ha da dato i natali anche a Clarence Seedorf) e cresciuto in Olanda nell’Ajax. Nel 1996 fa il grande salto e approda in Italia, gioca nel Milan senza però riuscire a incidere. Dopo un anno e mezzo passa alla Juventus dove arriva la definitiva consacrazione, confermandosi come uno dei migliori centrocampisti di tutta Europa. 
Nell’aprile del 2001 un episodio lo tiene fuori dal terreno per quattro mesi, gli viene riscontrata la positività al nandrolone, steroide anabolizzante che deriva dal testosterone, ricevendo una squalifica per il resto della stagione. 

Tre anni più tardi passa all’Inter, ma dopo una stagione, con gli ultimi mesi da separato in casa neroazzurra per alcune incomprensioni tattiche con l’allora allenatore interista Roberto Mancini e il suo rendimento inferiore rispetto alle annate precedenti, viene ceduto al Tottenham.  
Con gli Spurs gioca con continuità, collezionando la prima stagione quaranta presenze e un gol, il 26 novembre in campionato contro il Wigan.

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Edgar Davids al Barnet – Photo by Talksport.com


A Londra però non si trova molto a suo agio, il calcio aggressivo e fisico inglese sembrava essere perfetto per lui ma probabilmente alla sua età e un gioco in continua evoluzione lo fanno sentire alla fine di un ciclo. Dopo un anno iniziano i primi mal di pancia del calciatore e a circolare voci di un suo addio, che si concretizzerà nel gennaio del 2007 con il ritorno a casa, al club che lo aveva lanciato: l’Ajax. 
Con i lancieri rimane per due stagioni e alla fine del secondo anno, complice anche un infortunio alla tibia, i lancieri non gli rinnovano il contratto. 

Sembra ormai calare il sipario sulla sua carriera, ma il richiamo del campo si fa sentire sempre più forte e di appendere già gli scarpini al chiodo “pittbull” Davids non se la sente proprio. Dopo due anni di inattività, nell’agosto del 2010, con un po’ di sorpresa viene ufficializzato come nuovo calciatore del Crystal Palace, allora in Championship. L’esperienza con le Eagles dura poco, appena sette partite, svincolandosi dal club londinese a novembre. 

Crystal Palace
Edgar Davids con la maglia del Crystal Palace – Photo by Twitter.com



Nonostante qualche anno in più, lo spirito da pitbull c’è sempre così e nell’ottobre del 2012 decide di accettare l’offerta del Barnet (squadra londinese militante in League Two, quinta serie della piramide calcistica inglese) nel ruolo di giocatore-allenatore affiancando Mark Robson. 
Nel suo nuovo club si autoproclama capitano e prende la maglia numero uno, giustificando questa scelta come un modo per caricare la pressione della squadra lasciando liberi i giocatori. 
Nel dicembre assume in toto la guida tecnica e annuncia ufficialmente il ritiro dal calcio giocato incolpando direttamente gli arbitri. A fine stagione il Barnet, complice una sconfitta all’ultima giornata e un avvio di stagione disastroso, retrocede in National League con 51 punti conquistati, nonostante questo Davids rimane nel doppio ruolo di allenatore-giocatore. 

La stagione successiva per il Barnet parte bene, ma a far discutere è l’assenza di Davids nelle prime dieci giornate di campionato per una visita dell’olandese alla mansion di Playboy a Los Angeles.
L’esperienza da allenatore del Barnet termina il 19 gennaio del 2014 a seguito della sconfitta per 2-1 contro il Chester City, collezionando sette partite e tre espulsioni. 

Oggi, dopo aver vestito i panni da secondo allenatore del Telstar (seconda divisione olandese), dal 4 gennaio 2021 è l’allenatore dell’Olhanense (terza serie portoghese).
Da giocatore prima e da allenatore poi, Davids non fa che far parlare di sé qualsiasi cosa faccia per un personaggio magari un po’ fuori dagli schemi ma chi ama il calcio degli ultimi venticinque anni non può che non ricordare. 

di Lorenzo Petrucci