pete doherty con la maglia del qpr - foto by Rude Boys Futbol - facebook

Musica Rock

Tutti gli appassionati di musica Rock conoscono Pete Doherty come front-man dei Libertines, dei Babyshambles e dei The Puta Madre. Si tratta di un artista che ricorda molto la figura letterale dei “Bohemien“, quegli artisti genio e sregolatezza che conducono una vita dissoluta tra alcool e droghe. Infatti la vita di Pete oltre a essere stata caratterizzata dai successi musicali, è stata anche caratterizzata per la sua dipendenza dalle droghe. Ma oggi non vi parleremo del Pete Doherty in veste di musicista, ma parleremo di lui come tifoso appassionato del QPR.

pete doherty con la maglia del qpr - foto by Rude Boys Futbol - facebook
pete doherty con la maglia del qpr – foto by Rude Boys Futbol – facebook

La passione per gli “Hopps

La passione per gli “Hopps” gli venne trasmessa dal padre quando era agli inizi della sua adolescenza; suo padre lavorava per l’esercito britannico, e da sempre è stato un tifoso della squadra di White City. Ma oltre al padre c’è stata un altra persona che gli ha trasmesso la passione per la maglia bianco-blu a righe orizzontali. Si tratta del di Alan Barnes, un tifoso storico del QPR che seguiva le sorti della squadra dal 1958 non perdendosi nemmeno una partita, e seguendo anche le partite delle giovanili. Un tifoso che come il padre influenzerà molto Pete, che da quel momento farà del tifo per gli Hoops una vera e propria ossessione. Un attaccamento ai colori bianco-blu che e’ testimoniato anche dalla fanzine che creò in onore della squadra che chiamò: “All Quiet On The Western Avenue“. Si trattava di una fanzine che prese il nome da una delle vie che costeggia lo stadio di Loftus Road, e dove un giovane Pete scriveva ed esprimeva i suoi pensieri sulle sorti della squadra, e allo stesso tempo incoraggiava i tifosi a non mollare mai e a supportare gli Hoops. Pete durante le vacanze estive dallla scuola, amava andare a trovare la nonna a Londra (lui viveva con i genitori nella caserma di Hexham), e passava giornate intere a Loftus Road dietro una delle porte del campo da gioco, con un quaderno e la sua penna scrivendo poesie e canzoni (dimostrò grandi doti da scrittore sin da piccolo, vincendo anche un concorso di poesia per giovani), o giocando a pallone con i ragazzi del quartiere usando i muri di mattoni come porte. C’e’ un aneddoto legato a Pete durante una di queste estati, quando si nascose negli spogliatoi con la sua fidanzatina di allora, e rubò un pantaloncino della squadra. Il QPR è una passione che lo accompagna da tutta la vita, e non è mancato un suo concerto dove non dedicasse una canzone ai suoi beniamini (come la canzone “Time for Hero” dedicata a Charlie Austin e la leggenda del QPR Stan Bowles durante un festival rock a Leeds); ma sopratutto va anche ricordata la polemica contro la scelta della societa di affidare la composizione dell’inno della squadra al compositore Michael Nyman. Una scelta che causò una reazione polemica di Pete contro la societa, dichiarando che la canzone di Nyman poteva essere considerata come il lato B del brano musicale che scrisse quando gli Hoops vinsero la FA Cup. Si tratta di una canzone del genere musicale Ska che non fu mai incisa.

pete doherty con una leggenda del Qpr - Foto by footballaquarantacinquegiri - Facebook
pete doherty con una leggenda del Qpr – Foto by footballaquarantacinquegiri – Facebook

Ma nonostante questa polemica, Pete non fa mai mancare il suo sostegno agli Hoops presenziando spesso a Loftus Road, dove capita di vederlo cantare e sostenere la squadra in mezzo alla gente comune.

Di Alberto Zingales

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