Odegaard

E’ arrivato in punta di piedi all’Arsenal Martin Odegaard. Ma dopo un paio di settimane è già al centro del progetto tecnico di Mikel Arteta. Il fantasista norvegese appare a proprio agio come centrocampista creativo nel sistema di gioco dei Gunners.

Una capacità di adattamento impressionante. E l’ex Real Sociedad, giunto in prestito secco dal Real Madrid, è già al centro del villaggio nel club del Nord di Londra. Un paio di panchine, con ingressi a gara in corso, per iniziare. E poi titolare. Da tre partite di fila. Con Arteta che si è subito fidato del genietto nativo di Drammen. Ex enfant prodige, su cui continua ad aleggiare un hype smisurato, sin dai tempi del Real Madrid che lo acquistò poco più che sedicenne. Titolare nel 4-2-3-1 artetiano. Con il ‘posto fisso’ nel terzetto dei trequartisti alle spalle della prima punta. Fianco a fianco con Saka. Con Pepe ed il prodotto dell’accademy Smith-Rowe ad alternarsi e giocarsi l’ultima maglia.

Odegaard
Martin Odegaard con la maglia dell’Arsenal – Photo by official Twitter Arsenal

Dopo il debutto da titolare nella vittoriosa partita disputata contro il Leeds United (4-2), Arteta lo ha letteralmente incensato: “E’ stato fantastico. In campo ha fatto tutto ciò che gli avevo chiesto. Dimostrando tanta maturità e comprensione del gioco. Da del tu al pallone, e dai suoi piedi può nascere qualunque tipo di giocata. Per se stesso o per i compagni”. E proprio in occasione della gara contro il Leeds, Odegaard si è imposto come piacevole conferma. Giocando un calcio semplice ma terribilmente efficace. Ed in Europa League contro il Benfica, per certi versi ha aumentato persino il carico, entrando nell’azione del gol realizzato dai Gunners. Il suo passaggio filtrante per Cedric ha dato il via alla lucente azione conclusasi con l’inserimento vincente di Saka.

Proprio allo Stadio Olimpico, contro i lusitani, Odegaard si è fatto apprezzare per le sue giocate di infinita classe. Giocando una partita quasi perfetta. In fase di appoggio ad Aubameyang, e d’aiuto al centrocampo. Molto spesso infatti il norvegese ha arretrato il suo raggio d’azione per farsi consegnare palla dai mediani, e favorire la costruzione del gioco. Facendo da raccordo tra il reparto mediano e la prima linea.

Odegaard
Odegaard con la maglia dell’Arsenal Photo by official Twitter Arsenal

Un ruolo lasciato libero dalla partenza di Ozil, e mai realmente colmato. Fino all’ingresso in squadra di Odegaard, un giocatore creativo, duttile, altruista e tecnicamente dotato. Che ha ridato un saggio delle sue qualità anche nell’ultima uscita di campionato contro il Manchester City. Autore di una prestazione di sacrificio, di quelle che avrebbero fatto ribollire la passione dei tifosi Gunners sugli spalti dell’Emirates Stadium. E’ stato infatti uno degli ultimi ad arrendersi, ad ammainare bandiera bianca, lottando su ogni pallone per tutti e 73 i minuti nei quali è stato impegnato.

L’inizio dell’avventura all’Arsenal è stato positivo. Odegaard cercava una squadra che gli desse fiducia e che lo facesse giocare con continuità. Mettendolo al centro del progetto, e che gli permettesse, finalmente, di esaltare le sue infinite qualità balistiche. Si dice che ‘chi ben comincia è a metà dell’opera’, ma la nuova freccia dell’Arsenal ha fretta e voglia di completare anche l’altra parte del percorso. Che porta al compimento dell’opera stessa. Ed eliminare sul suo conto gli stereotipi di giovane promessa che sembra non maturare, non arrivare mai.

di Andrea Indovino