West Ham

Parksey, this could be our year!

“Parksey, this could be our year!”. È il 5 gennaio 1980 e il West Ham, militante nella Second Division, ha appena compiuto un’impresa all’Hawthorns nel terzo turno dell’FA Cup. Un pareggio per 1-1 nello stadio del West Bromwich Albion, che aveva chiuso la stagione precedente al terzo posto in classifica in First Division. Al termine della partita è capitan Billy Bonds a pronunciare quelle parole, rivolgendosi al suo portiere e compagno di squadra, Phil Parkes, autore di un’eccezionale prestazione fra i pali. “Parksey, potrebbe essere il nostro anno!”.

Bonds ricorda sorridendo quelle parole. Per il piccolo West Ham del 1980, d’altronde, anche solo l’aver obbligato il WBA al replay è di per sé un’impresa. Gli Hammers stanno vivendo una stagione di alti e bassi in Second Division – il corrispettivo dell’attuale Championship, ndr – e in FA Cup hanno l’unico obiettivo di giocare il maggior numero di partite in casa possibile, massimizzando gli incassi dalla vendita dei biglietti al botteghino. Al replay però Phil Parkes si ripete e il West Ham passa il turno imponendosi per 2-1 contro una squadra decisamente più forte. È lì forse che inizia davvero la corsa che porterà ad uno dei trionfi più inaspettati della storia non solo dell’FA Cup, ma del calcio inglese in generale.

Dall’Hawthorns a Wembley

Per arrivare alla finale, dopo il terzo turno, la formula dell’FA Cup dell’epoca prevede altri tre turni. Per quanto sia banale, è bene sottolineare che si trattava di un calcio lontanissimo da quello di oggi – basti pensare che gli allenatori avevano a disposizione una sola sostituzione. Non un grosso problema per John Lyall, che ha le idee chiarissime sul suo undici ideale. Un undici, per la cronaca, con un solo giocatore non inglese, il terzino destro scozzese Ray Stewart.

Il West Ham, ad ogni modo, va avanti. Elimina due squadre della sua stessa categoria, Leyton Orient e Swansea, per arrivare ai quarti. Qui compie un’altra impresa, vincendo per 1-0 contro l’Aston Villa campione d’Inghilterra nella stagione successiva. In semifinale allora il West Ham incontra l’Everton, anch’essa squadra della First Division, che in realtà sta vivendo un brutto momento storico. Le Toffees vengono sconfitte al replay con un gol di Frank Lampard – padre del più celebre Frank Lampard, ex calciatore e allenatore del Chelsea – al 119esimo. Il West Ham affronterà l’Arsenal in finale.

West Ham
Il West Ham che vince la Fa Cup nel 1980 – Photo by whufc.com official

La finale

L’Arsenal, per arrivare in finale, gioca quattro volte la semifinale contro il Liverpool – che in quegli anni è decisamente la squadra più forte d’Inghilterra. Più precisamente, tra il 12 Aprile e l’1 maggio del 1980 Gunners e Reds giocano 480 minuti contro, secondo la strana formula dell’epoca per cui ogni partita di FA Cup dovesse andare ai supplementari in caso di parità, e in caso di parità alla fine dei supplementari si sarebbe disputato il replay. Tra l’altro, in quei giorni l’Arsenal è anche impegnato nella Coppe delle Coppe, in quanto detentore dell’FA Cup stessa. Insomma, alla finale di Wembley la formazione di Terry Neill arriva da grande favorita, ma stanca.

Così accade l’impensabile. Il West Ham passa in vantaggio al 13esimo con un colpo di testa di Brooking e in realtà riesce a conservare questo vantaggio senza grande sofferenza. L’Arsenal ha il dominio territoriale, ma è un dominio sterile – tanto che le cronache dell’epoca ricordano una sola grande occasione oltre al gol, capitata sui piedi di Paul Allen, esterno 17enne degli Hammers lanciato a tu-per-tu col portiere avversario Jennings prima di essere steso da una scivolata di Willie Young. Per la cronaca, nel 1980 nel regolamento non era contemplata l’espulsione per fallo su chiara occasione da gol e Young, perciò, se la cavò con un semplice cartellino giallo. Al triplice fischio il West Ham vince la sua terza FA Cup della storia, ad oggi l’ultimo grande trofeo vinto dal club londinese.

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Il West Ham che vince la Fa Cup nel 1980 – Photo by whufc.com official

Oggi i migliori club europei studiano la nascita di una competizione chiusa, in cui possano sfidarsi continuamente tra di loro, senza nessuna possibilità di accesso per le squadre di provincia. Ebbene l’impresa del West Ham del 1980 ci ricorda che uno degli aspetti più affascinanti del calcio era, ed è ancora, la possibilità che Davide possa battere Golia, anzi che possa farlo più volte, persino arrivando a vincere un trofeo. Al di là della retorica, sono storie come queste che accendono la passione di milioni di appassionati in tutto il mondo. Nelle parole di Billy Bonds: “Dimenticate Wembley, sarei stato felice di giocare anche solo al parco senza guadagnare niente e, credetemi, sono consapevole di quanto sia stato fortunato ad avere una carriera così bella con il West Ham”.

di Gianluigi Sottile