London calling The Clash - Photo by Happy Mag

1979

Nel 1979 il mondo della musica britannica e internazionale ha visto l’uscita di una delle canzoni più iconiche della storia: London Calling. La canzone è il brano introduttivo dell’omonimo album dei Clash, che nel giro di poco tempo diventò una hit più ascoltate e le cui parole sono ancora attuali ai giorni nostri per i loro contenuti.

Seconda Guerra Mondiale

Il titolo “London Calling” fa riferimento alla alla frase introduttiva della BBC che ai tempi della seconda guerra mondiale, annunciava le notizie riguardanti le ultime novità dal fronte e le vittime giornaliere. Notizie che mettevano il mondo in apprensione per quella che venne definita una delle guerre più disastrose della storia.

London calling The Clash - Photo by Happy Mag
London calling The Clash – Photo by Happy Mag

Joe Strummer

Questa frase ispirò Joe Strummer il frontman dei Clash, per descrivere la situazione sociale mondiale di allora dove vi fu la fusione dei reattori chimici delle Three Mile Islands in Pensilvania (che causarono uno degli incidenti atomici più grandi del mondo, al pari di Černobyl), e l’improvvisa carenza di petrolio che aveva causato alcuni embarghi tra il 1973 e il 1979. Una situazione ecologica ed economica delicata che stava aumentando il rischio di una nuova guerra mondiale, perchè aggravò anche la situazione della “Guerra Fredda” che allora vedeva coinvolte le nazioni Europee dell’est e gli Stati Uniti d’America.

Il disastro ambientale

Strummer per queste ragioni di cui vi abbiamo parlato poc’anzi temeva che una situazione simile alla seconda guerra mondiale sarebbe potuta accadere a breve. La sua era la visione di un disastro ambientale che avrebbe potuto andare avanti rovinando il paesaggio locale londinese. La Londra che Strummer descrive nella canzone è una Londra completamente distopica, ovvero prefigurava una città che sarebbe cambiata in negativo a tutti i livelli.  All’interno della canzone si notano i bambini che tremavano nascosti  dentro gli armadi, che si nascondevano dal pericolo di diffusione dell’epatite causata da questa situazione climatica (Strummer la contrò un anno dopo aver scritto la canzone) descritta dagli occhi gialli (Yellow eyes), che avrebbe portato tutti nell’oltretomba (The Underworld).

London calling The Clash - Photo by Written in Music
London calling The Clash – Photo by Written in Music

La canzone

Questa situazione ambientale influenzò anche l’economia locale, con la crescita dell’inflazione, della disoccupazione e una forte agitazione sociale che causò una marea di scioperi durante quello che viene definito “l’inverno del malcontento”, che durò dalla fine del 1978 fino ai primi mesi del 1979. Inoltre la situazione ambientale precaria aveva fatto anche aumentare il livello delle acque del fiume Tamigi, che molto frequentemente inondava le strade di Londra, cosa di cui si accorse Strummer che viveva in un’appartamento a Chelsea lungo il fiume, tantochè le parole “Live by the River”  descrivono appunto il pericolo di inondazioni che a lungo andare avrebbero potuto sommergere le case circostanti. La situazione della capitale viene descritta nella canzone come un microcosmo rovinato e deindustrializzato tipico del Regno Unito della fine degli anni 70°, dove la povertà era ad alti livelli, le condizioni di salute in generale erano abbastanza critiche, le infrastrutture in condizioni di decadenza e il futuro era incerto.

London calling The Clash - Photo by Top Hat Record
London calling The Clash – Photo by Top Hat Record

La nascita di un nuovo genere musicale

Questa situazione fu l’ispirazione per la nascita di un nuovo genere musicale come il Punk, che prese il sopravento.

La foto in evidenza nella copertina dell’omonimo album mostra il bassista della Band Paul Simonon che con violenza sbatte il suo strumento nel pavimento, come a voler svegliare le coscienze dei pochi responsabili di questa catastrofe e indurli a prendere provvedimenti prima che sia troppo tardi per poterne venire a capo.

Possiamo definire London Calling come una canzone di denuncia ma allo stesso tempo di incitamento al risveglio delle coscienze di chi gestisce il mondo.

Di Alberto Zingales

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