Photo by Chelsea Twitter

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Anfield chiude il ventisettesimo turno di Premier e lo fa con un incontro mai banale in tema di valore, spessore e tradizione: Liverpool – Chelsea è d’altronde una delle rivalità più affascinanti dell’ultimo ventennio di calcio inglese( e non), con sfide valse spesso titoli e coppe. Stasera sul manto erboso dello storico stadio del Mersyside, non c’è in ballo un titolo, o la possibilità di conquistarlo, ma, “semplicemente”, quella qualificazione in Champions, data quasi per assodata in estate, e divenuta ora preda ambita, ancor più in cupi tempi di pandemia in cui ogni possibile introito assume contorni onirici. Le due compagini squadre affrontano l’incontro divise da una sola lunghezza( 43 punti i reds, 44 i blues), con gli uomini di Klopp che, tornati al successo grazie al 2-0 di Bramall Lane dopo quattro sconfitte consecutive, fiutano l’occasione per un bis che gli permetterebbe di scavalcare la compagine londinese e non solo. Per il Chelsea, proveniente dal pareggio a reti bianche con lo United, una sfida nella sfida per un campo che non riesca ad espugnare, perlomeno in campionato, dal lontano 2014, in cui le reti di Cahill e Diego Costa permisero agli uomini di Mourinho di sconfiggere quelli allenati da Brendan Rodgers. Per spezzare l’incantesimo il tecnico tedesco si affida al solito 3421 in cui, confermata in blocco la difesa, la novità sono rappresentate dai ritorni di James sulla fascia destra e di quello di Werner (come punta); per la prima volta fuori dall’undici iniziale nella gestione Tuchel, Mateo Kovacic.

Partita intensa, Mount porta in vantaggio i blues

I primi quarantacinque minuti risultano godibili sin dai primi istanti, con le due squadre attente a non concedere spazi ma che non lesinano coraggio: il possesso palla è inizialmente nelle mani dei reds, ma più per volontà dello spartito tattico di Tuchel, che per desiderio di Klopp. D’altronde la formazione scelta dal tecnico tedesco, con Werner scelto come “numero nove”, è esplicita nelle sue intenzioni: far male nelle ripartenze con la velocità dell’ex Lipsia al cospetto della non formidabile difesa avversaria. Ci vogliono dieci minuti per capire la non malvagità dell’idea, quelle che servono a Werner per creare la sua più bella azione “da attaccante” dallo sbarco a Londra: palla lunga di Chilwell, stop perfetto del tedesco e conclusione immediata di controbalzo che termina non di molto oltre la traversa di Allison. Passano pochi minuti ed il numero 11 dei blues ha un’altra occasione, ma questa volta la scelta tecnica del tedesco, sul pallone lanciatogli da Azpilicueta, non è felice e il suo tocco di destro si trasforma in una carezza per Allison.

Il Liverpool prova a reagire imbastendo qualche trama che diviene interessante solo quando Salah riesce ad “entrare nel campo” con il suo mancino e disegnare traiettorie interessanti che però i suoi compagni non comprendono; così il Chelsea continua la sua ragnatela e colpisce al minuto venticinque sempre, ovviamente, con Werner: solito lancio lungo (impeccabile Jorginho nello specifico), con l’attaccante tedesco che prende d’infilata la retroguardia reds, salta un indeciso Allison e sigla il vantaggio blues. L’euforia della compagine londinese viene però smorzata dall’intervento del VAR, che annulla la rete per il fuorigioco dello stesso Werner sul passaggio del centrocampista italiano. L’amarezza della segnatura annullata non scalfisce il morale di un Chelsea che, sul finale di frazione, trova effettivamente il vantaggio: palla di Kante’ sull’out sinistro per Mason Mount che converge verso l’area di rigore e, dopo aver scartato due avversari, esplode un destro chirurgico che non lascia replica ad Allison.

Il Chelsea non soffre

Il Liverpool cerca di partire con più convinzione al rientro dagli spogliatoi ma, appena lascia un pò di campo agli avversari, rischia nuovamente di capitolare sull’affondo di Chilwell, che trova il sinistro di Ziyech la cui traiettoria non finisce in rete solo per il salvaggio di Robertson. L’insoddisfazione ed il nervosismo regnano in “casa Klopp” ed il cambio che il tecnico tedesco effettua al minuto sessanta esplica, in maniera chiara, il tutto: dopo tre mesi torna in campo Diogo Jota, ma a far spazio all’ex Wolverhampton è Mohamed Salah. Impossibile non sottolinearlo.

Tuchel risponde sostituendo un insufficiente Ziyech con Pulisic, ma sarà ancora il duo Mount-Werner a creare i maggiori pericoli alla difesa avversaria, come ad un quarto d’ora dalla fine quando il tedesco, servito perfettamente dal giovane inglese, non troverà la rete solo per l’ottimo intervento in uscita di Allison. I Reds si buttano in avanti, più con forza di volontà che con idee, sfiorando il pari a cinque minuti dalla fine quando, da una ottima giocata di Firmino, la sfera giungerà pericolosamente dalle parti di un Mendy che non dovrà però intervenire per il solito ottimo lavoro dei suoi difensori. Sarà l’ultimo sussulto di una gara che il Chelsea porta a casa con merito: tre punti dal sapore dolce di Champions.

Pierluigi Cuttica