Arsenal

La famiglia Kroenke, attuale proprietà dell’Arsenal, non è ben vista da una grossa fetta di fans dei Gunners. Poco feeling. Al netto di quattro FA Cup conquistate, trofei importanti che però non hanno placato la fame di chi fa dell’Arsenal una ragione di vita. Mettendolo davanti a tutto e tutti. I tifosi imputano ai Kroenke scarso attaccamento alla squadra. Legati alla stessa solo ed esclusivamente da puramente fattori economici.

Proprietà americana ai saluti?

L’adesione alla proposta della Superlega da parte della proprietà a stelle e strisce è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Accendendo la miccia delle proteste che ormai vanno avanti da giorni dalle parti dell’Emirates Stadium. Iniziate lo scorso venerdì in occasione della gara di Premier League tra l’Arsenal e l’Everton. Summit, cori, proteste. Tutto portato avanti civilmente. Perseguendo un unico obiettivo: far mollare il timone ai Kroenke. Una presa di posizione forte della tifoseria che ormai inizia a fare pressione sulla proprietà americana del club del nord di Londra. E i Kroenke iniziano a valutare seriamente la cessione del club.

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Protesta dei tifosi dell’Arsenal fuori dall’Emirates (23 Aprile 2021) – Photo by Il Calcio a Londra

Chi sembra essersi fatto avanti, è Daniel Ekm co-fondatore di Spotify. Uomo miliardario il cui patrimonio stimato è di circa 3,5 miliardi di euro. Che ha fatto le sue fortune investendo nella musica e nel settore della tecnologia. E che potrebbe veder crescere il suo ‘impero’ impiegando soldi anche nel calcio.

Un clamoroso ritorno?

Ma non sarebbe il solo a subentrare ai Kroenke. Perchè starebbe nascendo una cordata che avrebbe alte gradazioni nostalgiche. Con ‘paperone’ Ekm affiancato addirittura da tre ex ‘Invicibili’ che hanno fatto grande l’Arsenal di Arsene Wenger. Thierry Henry, Dennis Bergkamp e Patrick Vieira. Tre leggende. Tre stelle del firmamento Gunners. Tre supereroi del quartiere di Arsenal. Pronti a rimettersi in gioco e a far ritorno nel club che li ha visti ergersi a ‘Campioni’ su scala mondiale.

di Andrea Indovino