Arsenal

Le strade di Amsterdam

Giocare a pallone per le strade di Amsterdam con il rischio che la finisse in uno dei tanti canali. Lo sa bene Dennis Bergkamp che anni fa raccontava il suo primo approccio con quel meraviglioso sport chiamato calcio. – La maggior parte del tempo lo passavo da solo. Calciavo il pallone contro il muro per vedere come rimbalzava, come mi tornava indietro, per poi controllarlo. La trovato una cosa interessante e lo facevo in maniera differente: prima con un piede, poi con l’altro, poi cercavo di scoprire nuove cose, come l’interno del piede, l’esterno, i lacci; poi cercavo di controllare il ritmo, accelerando, rallentando e via così. A volte miravo un certo mattone, a volte un palo; destro, sinistro, dare rotazione, e così via facendo. Parecchi anni dopo mi arrivava un pallone in partita, lo controllavo in una determinata maniera e pensavo dentro me stesso ‘hey, questo so dove l’ho imparato’. Ma da bambino tiravo solo il pallone contro il muro, non pensavo di certo a come fare un passaggio. Ti piace solo la meccanica della cosa, c’è solo il piacere di farlo. Non ero certo ossessionato, ero semplicemente intrigato da come la palla si muoveva, da come funzionava la rotazione e da cosa potevi farci con la rotazione. –

Dennis Bergkamp nasce ad Amsterdam il 10 Maggio 1969, la famiglia era appassionata di calcio a tal punto da chiamarlo Dennis in onore di Denis Law, grande leggenda del calcio inglese e Pallone d’Oro 1964. Bergkamp ha sempre avuto come idolo quel Glenn Hoddle che fu mezzala del Tottenham e allenatore Nazionale inglese. Bergkamp inizia la carriera nei lancieri dell’Ajax in cui esordisce nella stagione 1986/1987, facendo subito intravedere sprazzi di grande calcio. Bergkamp diventa in poco tempo uno dei giocatori più rappresentativi dell’Ajax vincendo la classifica dei cannonieri per ben tre anni di fila.

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Inter

Dennis vince una Eredivise nel 1990, per due volte la KNVB beker nel 1987 e nel 1993, una Coppa delle Coppe nel 1987 e una Coppa UEFA nel 1992 nella finale contro il Torino. L’olandese decide di cambiare aria nell’estate del 1993 quando viene acquistato dall’Inter assieme al compagno di squadra Wim Jonk. Prima di firmare con i nerazzurri Bergkamp è vicinissimo al Napoli ma il club di Milano è più lesto di tutti. Voci di corridoio parlano anche di un corteggiamento del Barcellona ma Bergkamp ha buone sensazioni sull’Italia e approda all’Inter. Dennis non ha un grande impatto con il calcio italiano tanto e vero che dichiara – All’Ajax giocavi tranquillo, sapevi che potevi avere quattro o cinque chance a partita per segnare, in Italia è già tanto averne una. – L’olandese in Italia diventa un caso, un giocatore pagato 18 miliardi di lire ma che non ne vale nemmeno la metà, Bergkamp balza agli onori della cronaca solo per nota la fobia degli aerei. Fu questo uno dei motivi che lo indusse a rinunciare ai Mondiali del 2002. Il terrore per l’aero nasce in gioventù durante un volo sopra l’Etna, in cui il velivolo perse quota per poi rialzarsi. Un’altro choc che contribuì ad aumentare la paura di Bergkamp si verificò ai Mondiali di Usa ’94, quando la Nazionale Oranje era in volo, assieme a staff tecnico e giornalisti e proprio uno di questi, per goliardia, urlò: “C’è una bomba”. Da quel momento, Bergkamp non avrebbe più preso un aereo. Per il resto della carriera si è sempre spostato in auto o in nave guadagnandosi il soprannome di ‘olandese non volante’. L’unica firma prestigiosa che Bergkamp lasciò con la maglia dell’Inter fu la Coppa UEFA vinta dai milanesi nel 1994 con l’olandese non volante protagonista assoluto e capocannoniere della Coppa con 8 reti. Nel 1995 Bergkamp lascia Milano per volare – si fa per dire – a Londra.

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Arsenal

L’Arsenal sborsa ben Pagato 19,2 miliardi delle lire e tra lo scetticismo di molte Dennis diventa un giocatore dei Gunners. In poco tempo l’olandese non volante dimostra tutto il suo valore mettendo in luce giocate d’alta scuola, qualità tecniche sopra la media e anche quello spiccato senso del gol che di cui a Milano neanche l’ombra. Diventa uno dei giocatori simbolo dell’Arsenal più vincente di tutti i tempi, tanto da meritarsi una statua all’esterno dell’Emirates Stadium. Nell’annata 1997/1998 vince la sua prima Premier sotto la sapiente guida di Arsene Wenger, conquistando il tanto ambito double con la vittoria della Fa Cup, replicando nella stagione 2001/2002. L’arrivo all’Arsenal di un certo Thierry Henry per Bergkamp è una manna dal cielo, infatti i due s’intendono a meraviglia e Dennis ha più libertà d’azione svariando tra le linee.

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2 Marzo del 2002

Il 2 Marzo del 2002 proprio l’olandeseè l’autore di uno dei più bei gol della storia del calcio: in una sfida contro il Newcastle Bergkamp sfrutta un grande assist del compagno Pirès e accarezzandola palla di sinistro fa una giravolta su se stesso e lascia sul posto il difensore Nikos Dabizas, a tu per tu con il portiere lo fredda con un destro preciso nell’angolino. Capolavoro. Quel gol oltre ad entrare nel videogioco FIFA viene votato come la rete più bella di sempre in Premier League.

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Gli Invincibili

Dennis Bergkamp è anche uno dei fautori dell’Arsenal degli Invincibili che nella stagione 2003/2004 si laurea Campione d’Inghilterra senza perdere nemmeno una partita. Il Bergkamp che si è visto a Londra è decisamente un giocatore unico, maestoso, elegante che giocava sul velluto. Il 22 Luglio 2006 lascia il calcio giocato e l’Arsenal. Ricordando la rete contro il Newcastle Dennis sorride e racconta come è andata – Volevo andare a fare gol e avevo intenzione di fare qualsiasi cosa per raggiungere la porta, non importa come questa palla mi arrivi, cinque metri prima che mi arrivasse, poi, ho preso la mia decisione ‘Gli girerò intorno’. – Semplicemente l’olandese non volante, un uomo che ha paura di volare ma in grado di fare magie.

di Antonio Marchese

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