West Ham

Sabato 6 maggio 2006

Il campionato 2005-06, in Premier League, ha visto il Tottenham lottare per la prima volta dopo moltissimo tempo per un posto in Champions League. La corsa si arresta durante le prime ore di sabato 6 maggio 2006, la notte del Lasagna Gate.

Una stagione condotta a suon di gol e bel gioco, con la coppia Jermain Defoe e Robbie Keane a far paura alle difese avversarie. Con Edgar Davids a lottare a centrocampo, un giovane Michael Carrick a scorazzare sulla fascia.

Un punto di vantaggio

Gli Spurs si presentano all’ultima giornata di campionato con appena un punto di vantaggio sui tanto odiati cugini dell’Arsenal di Wenger ed un altro derby londinese da disputare, non a distanza bensì sul campo, quello contro il West Ham. L’unica via sicura per assicurarsi l’ingresso in Champions è vincere.

La sera prima del match decisivo per la squadra allenata da Martin Jol, ex centrocampista olandese alla prima esperienza sulla panchina di una squadra d’Oltremanica, alloggia nel quartiere di Canary Wharf, nell’est di Londra, all’Hotel Marriot West India Quay. In vista della cena il maitre de sal dell’hotel annuncia: “Vorremmo soddisfare i palati più intelligenti con una nuova pietanza, non prevista nel menù”. Molti giocatori, ringraziando, scelgono di gustarsi e godersi le appetitose lasagne. Piatto non troppo leggero da digerire la sera ma un piccolo sgarro ci sta in una stagione in cui tutti i ragazzi e staff tecnico hanno lavorato sodo e remato tutti insieme tenacemente nella giusta direzione.

West Ham
West Ham – Tottenham (Lasagna Gate) – Photo by West Ham United Football Club

Rinvio della partita?

Mai scelta si rileva più sbagliata. Nel giro di poche ore mezza squadra si ritrova soggiogata dai conati di vomito ed in balia dei crampi allo stomaco. Tra i più colpiti c’è anche Robbie Keane, l’attaccante irlandese che è appena tornato a disposizione dopo lungo un infortunio. Le lasagne non risparmiarono nessuno. Il colpo è così duro da indurre il presidente del Tottenham Daniel Levy a telefonare tempestivamente a Richard Scudamore, l’amministratore delegato della Premier League, per chiedere il rinvio della partita contro il West Ham, in programma nel pomeriggio del giorno successivo. Scudamore respinge la richiesta e nega tale la possibilità paventando persino una possibile detrazione di punti. Anche il piano di coach Jol, rinviare la partita di 4 ore, è respinto.

Lo stesso Jol quindi si trova letteralmente “costretto a scegliere se schierare una squadra con 10 calciatori che a malapena si reggono in piedi, o di non presentarmi in campo”. Da ricordare è che il derby con il West Ham è importante non solo per il prestigio di poter tornare nell’Europa dei Grandi ma anche per l’aspetto economico: l’accesso alla Champions League garantisce una somma che tra bonus e premi si aggira sui 10 milioni di sterline.

L’ultima di campionato

L’unica soluzione è scendere in campo e giocarsela, alle 16.00, in contemporanea con tutti gli altri match di giornata. Nella tarda mattinata di domenica 7 maggio i pub di Londra già pullulano di tifosi, pronti a gustarsi l’ultima di campionato, che si preannuncia al cardiopalma, soprattutto per i fedeli di Arsenal e Tottenham.

Dopo nemmeno 10′ dall’inizio al Boleyn Ground arriva la sconfortante notizia del vantaggio dei Gunners sul Wigan, in quella che è l’ultima partita giocata nello storico impianto di Highbury. Negli stessi attimi il West Ham si porta avanti con una rasoiata da 30 metri di Fletcher ma prima della fine del primo tempo l’eterno Defoe pareggia i conti. Dopo un’ora di gioco il povero Carrick è costretto alla sostituzione e stremato si avvia di corsa verso gli spogliatoi. All’80esimo, dopo un’azione manovrata, Yossi Benayoun sigla il gol vittoria, portando il risultato sul 2-1 per i padroni di casa. L’Arsenal, dal canto suo, vince 4-2 grazie ad una tripletta di uno scatenato Henry e sorpassa sorprendentemente i cugini. Ad Upton Park gli Hammers sono in delirio, gli Spurs sprofondano in una cocente desolazione, per loro la Champions sfuma. Il giorno dopo la partita i dirigenti del Tottenham chiedono un replay. La risposta della federazione è un no categorico.

Tottenham
West Ham – Tottenham (Lasagna Gate) – Photo by West Ham Football Club

Una notte da volta-stomaco

Ad oggi, ancora nessuno sa a chi imputare la colpa di quella notte da volta-stomaco, è proprio il caso di dirlo, al Marriott Hotel. Leggenda metropolitana vuole che l’ideatore delle lasagne manomesse sia un cuoco molto tifoso dell’Arsenal. Ma per l’appunto si tratta di una diceria. Gli ispettori sanitari, nominati dalla FA nell’ambito di un’indagine interna, hanno stabilito che l’hotel non ha nessuna nessuna responsabilità.

Di sicuro c’è che 7 maggio 2006 rimarrà impresso negli animi giocatori e tifosi del Tottenham, per i risultato in campo ed anche per i rotoli di carta igienica lanciati dalle terrazze al Boleyn Ground, per i cori inneggianti alle feci, e per una rivalità con il West Ham che non è mai stata così forte.

Di Davide Landi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Privacy Policy