West Ham

Integrazione sociale

Tanti sono gli aneddoti e le vicende che si potrebbero raccontare a testimonianza del multiculturalismo e dell’ integrazione sociale e razziale che hanno da sempre contraddistinto l’Est End di Londra e con essa la sua squadra di calcio, ma ci piace raccontare brevemente le vicende di tre tra le più importanti figure della storia del Club Claret and Blue. Fred Corbett, Jack Leslie e John Charles.

Thames Ironworks Football Club

Corbett fu agli albori del xx secolo il primo calciatore di colore del Thames Ironworks Football Club, attaccante interno realizzò 13 goal in 33 partite prima di passare ai Bristol Rovers. Il secondo Jack Leslie nato a Canning Town da padre giamaicano e madre inglese non ha mai giocato una partita con la prima squadra del West Ham, ma è stato uno dei primi giocatori di colore ad apparire regolarmente nella English Football League,giocando con il Barking Town. Entrò a far parte dello staff degli Hammers coadiuvando il manager Ron Greenwood, lavorando come Boot Boy del club per oltre quindici anni era sua la responsabilità di tenere in perfetto ordine le calzature da gioco di calciatori del calibro di Bobby Moore, Martin Peters, Geoff Hurst, Billy Bonds e Trevor Brooking.
In ultimo John Charles, pioniere dei giocatori neri del calcio inglese.

Il primo giocatore di colore del West Ham - Photo by Spartacus Educational
Il primo giocatore di colore del West Ham – Photo by Spartacus Educational

Il calcio ha un debito con lui

È stato infatti il primo giocatore di colore della nazionale inglese, rappresentando l’Inghilterra nell’under 18 e il primo giocatore di colore a giocare per una squadra di prima divisione il West Ham United collezionando 142 presenze sotto la direzione di Ron Greenwood. Nel 1963 Charles ha debuttato in First Division contro i Blackburn Rovers ad Upton Park e poi ha capitanato gli Hammers alla vittoria della Fa Youth Cup, la prima vinta dal club dell’East End. La sua carriera fu compromessa da numerosi infortuni e morì di cancro a soli 57 anni.Ci piace in ultimo citare le parole che pronunciò al suo funerale Brian Dear suo compagno di squadra che militò nelle file degli Hammers dal 1962 al 1969. ” Il calcio è sicuramente in debito con lui poiché ha indubbiamente aperto la strada ai suoi fratelli neri che ora godono della fama, della ricchezza e dell’adulazione che sicuramente ha contribuito a rendere possibili”.

Alessandro Benedetto
Alberto Pedemonte

Hammers Genova

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