Herbert Chapman

Kiveton Park

Mi chiamo Herbert. Herbert Chapman. Sono nato nel 1878 a Kiveton Park, una Contea metropolitana del Regno Unito. Quando sono nato io, il calcio aveva da poco iniziato a muovere i primi passi. Mio padre era minatore ed anche grazie a lui, ho imparato presto a conoscere i sacrifici della vita; per queste ragioni, unita alla mia voglia di apprendere il funzionamento delle cose che mi circondavano, mi sono laureato in Ingegneria (Mineraria, in onore di mio padre). Però, oltre agli studi ero attratto morbosamente dal calcio e così iniziai a giocare a livello dilettantistico, riuscendo a realizzare il mio sogno quando a 23 anni giunsi nelle categorie più importanti: ho giocato nello Sheffield, nel Notts County e nel Tottenham. Tuttavia, oggi posso dire che non sarò ricordato per le mie abilità calcistiche. Anzi. Direi che sono stato un giocatore piuttosto mediocre. Infatti nel 1907, quando ancora ero in piena attività, passai dal Tottenham al Northampton Town come allenatore-giocatore – squadra da cui era iniziata la mia carriera – che si trovava ultima in classifica: riuscimmo a risalire vincendo la Southern League. Nei tre anni successivi la squadra si classificò sempre tra le prime quattro. Intuii allora le mie competenze come allenatore, dedicandomi esclusivamente a questo. Nel 1912 andai ad allenare il Leeds City (che oggi si chiama Leeds United) con cui sfiorai la promozione in First Division (l’odierna Premier) nell’anno 1914. Poi però venne la Grande Guerra e tutto il Mondo fu costretto a fermarsi. Calcio compreso. Tra il 1920 ed il 1925 ho allenato lo Huddersfield e vincemmo la FA CUP (1922) e due campionati (1924 e 1925). Nel 1925 passai ad allenare l’Arsenal, ma lo Huddersfield che aveva ormai appreso i miei insegnamenti, vinse ancora il campionato nel successivo 1926.

Arsenal
L’arsenal di Herbert Chapman – Photo by Arsenal.com

Ma il mio grande Amore fu l’Arsenal. E forse anche io lo sono stato per l’Arsenal. Arrivai ad Highbury nel 1925; era una squadra di basso livello che non aveva mai vinto niente. La società aveva un elevato potenziale economico e dissi al Presidente (Henry Norris) che se avessimo voluto vincere il campionato e diventare una grande squadra, avremmo dovuto acquistare qualche giocatore veramente bravo. Sì perché, quelli forti si adattano a qualsiasi modulo e io avevo in mente il SISTEMA.

Ecco la spiegazione.

La regola del fuorigioco

Fino al 1925, la regola del fuorigioco prevedeva che dovevano esserci TRE giocatori tra l’attaccante e la porta, quindi se la squadra difendente faceva avanzare un solo difensore, era fuorigioco. Capirete, che per segnare, l’unico modo era calciare in direzione della porta avversaria e correre, ovvero un Kick and Rush sperando di avere giocatori veloci e resistenti. Ma il gioco era monotono, una sorta di ping-pong a dimensione umana. Per fortuna da quell’anno in poi le regole cambiarono per favorire le possibilità di segnare maggiormente e quindi rendere il gioco più spettacolare: il fuorigioco fu portato da TRE a DUE uomini tra l’attaccante e la porta. Gli attaccanti aumentarono. Mi venne pertanto l’idea di bilanciare il gioco difensivo e offensivo e cementare la difesa, perché tutti giocavano con il modulo detto a PIRAMIDE ovvero 2-3-5. Perché se vuoi vincere, è vero, devi segnare almeno un gol in più dell’avversario, ma se hai una difesa solida, non perdi. Così spostai un centrocampista sulla linea dei difensori, che doveva contrastare il loro attaccante centrale più avanzato. Orbene, Signori, ecco a voi lo STOPPER, cioè “colui che ferma”.

Herbert Chapman
Herbert Chapman – Photo by Arsenal.com

-Tutto qui, Sir Chapman? – No. I due terzini che prima erano semplicemente difensori, li ho allargati. Adesso coprivano quella parte del campo più laterale. Non basta. Avendo arretrato il mediano, avevo bisogno di rinsaldare il centrocampo, quindi ho fatto scendere i due laterali che giocavano in attacco, facendoli diventare di fatto dei centrocampisti laterali. Avevo quindi disegnato un quadrilatero in mezzo al campo: due mediani e due “mezze ali”. Davanti rimaneva l’attaccante centrale e due attaccanti facenti funzione di ali. Adesso prendete un foglio e disegnate quello che vi ho appena descritto su un rettangolo di gioco. Se siete stati attenti, viene una WM o se preferite i numeri, un 3-2-2-3. E come avrete ben compreso, tutte le zone del campo sono occupate. Con questo SISTEMA, non si calcia alla rinfusa e non si corre come gli struzzi, perché essendo più compatti, si fa girare la palla e ci si stanca meno, terminando la partita con ancora molta energia e meno stanchezza. E poi, vuoi mettere giocare palla a terra? Certo, per vincere però, è necessario avere giocatori bravi, intelligenti, perché per giocare con la palla a terra bisogna essere abili e sapersi adattare. Ma non basta. Perché per migliorare i giocatori bisogna prepararli anche fisicamente, atleticamente e mentalmente. Di tutto questo me ne sono sempre occupato personalmente e sono stato il primo a farlo. Non reputo di essere stato solo un manager. Sono stato un allenatore e un preparatore atletico. E sono stato un motivatore. Quello che oggi voi chiamate Mental Coach, io lo ero già stato. Perché i giocatori devono essere capiti, devono pensare, e capire. Il calcio in fondo è un gioco per chi ha cervello.

Herbert Chapman
Herbert Chapman – Photo by The Football Times

L’Arsenal

Con questa mia innovazione tattica, con l’Arsenal sono riuscito a vincere la F.A. CUP nel 1930, poi per la prima volta il campionato nel 1931, ed è stata la prima squadra londinese a vincerlo. Campionato vinto anche nel 1933 e nel 1934, facendo diventare l’Arsenal la superpotenza calcistica che oggi tutti potete ammirare. E oggi la potete ben riconoscere perché feci cambiare anche le maglie: dal rosso intero in uno più chiaro con le maniche bianche. La profonda passione per il calcio mi aveva suggerito anche altre due idee, osteggiate e rigettate dalla Federazione inglese, perché ritenute troppo audaci. Adesso, ripensandoci mi viene da ridere, ma fui il primo a proporre l’impianto d’illuminazione negli stadi, così da poter giocare le partite anche infrasettimanali, favorendo gli operai e di conseguenza l’introito delle federazioni.

FA Cup
Herbert Chapman vinse la FA Cup con l’Arsenal – Photo by Arsenal.com

E i numeri sulle maglie? Sì, sono stato io a proporle.

 

6 Gennaio 1934

Herbert Chapman è morto a causa di una polmonite il 6 Gennaio del 1934 all’età di 55 anni, anno in cui il suo Arsenal vinse il terzo campionato, sebbene lui non poté festeggiarlo. Ha vinto 4 campionati inglesi, 2 coppe d’Inghilterra e 4 Charity Shield. La sua statua troneggia fuori dall’Emirates Stadium. Ed è stato il primo grande allenatore della storia del football.

Un luminare del calcio.

di Enzo Cairone

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