Chelsea

Anni trenta

Al crickettista di Southampton, Edward Joseph “Ted” Drake, il Chelsea FC deve molto. Il prima calciatore e poi allenatore britannico è stato fra i più prolifici centravanti degli anni trenta. Iniziata la carriera fra i dilettanti del Winchester City, esordì nel 1931 con la squadra della sua città, Southampton, producendosi in una scoppiettante tripletta e in tre anni realizzò ben 48 reti in 72 gare di campionato. Nel Marzo del 1934 passò all’Arsenal, ripetendo la segnatura al suo debutto, arrivando a segnare l’anno successivo 42 goal in 41 partite di massima divisione, che unite alle due segnate in FA Cup e in Charity Shield, portarono il suo bottino stagionale a 44, record tuttora imbattuto per i “Gunners”. Il 14/12/1935 si superò al “Villa Park” di Birmingham, segnando addirittura sette volte contro l’Aston Villa ! In seguito vinse la FA Cup nel 1936 ed il campionato nel 1938.

Ted Drake
Ted Drake con la maglia dell’Arsenal – Photo by Arsenal.com

Seconda guerra mondiale

La sua sfolgorante carriera fu interrotta dallo scoppio della Seconda guerra mondiale. Con la nazionale inglese totalizzò cinque presenze segnando sei volte. Il suo ritiro avvenne nel 1945 in seguito ad un grave infortunio. Con i suoi 139 goal all’Arsenal è il quinto cannoniere di tutti i tempi della squadra, insieme a Jimmy Brain. Dopo aver appeso le scarpette al chiodo intraprese la carriera da allenatore, prima all’ Hendon nel 1946, quindi al Reading e infine al Chelsea con un’opera rivoluzionaria nei metodi e nei pensieri che portò i “Blues” a diventare una delle migliori squadre britanniche e a conseguire il titolo nel 1955. Prima di salutare i londinesi nel 1962 fu il primo ad aver vinto un campionato inglese sia da giocatore che da allenatore.

Chelsea
Ted Drake, allenatore del Chelsea – Photo by Chelsea.fc.com

La copertina dei match programmes

La prima modifica che apportò nel Club del West End di Londra fu la rimozione dalla copertina dei match programmes dell’immagine del pensionato, a favore del famigerato “Lion Rampant Regardant”. Fu anche il precursore degli “allenatori in tuta”, vista la sua predilezione per un vestiario sportivo più sbarazzino rispetto a quello elegante in voga ai suoi tempi. Infatti egli fu il primo allenatore a presentarsi in panchina vestendo la tuta ufficiale del Chelsea e diventando un simbolo indiscusso della categoria. Per quanto concerne gli allenamenti, modificò le modalità attraverso l’inserimento di molti esercizi col pallone ( fatto raro durante le sessioni settimanali ) e spinse i vertici della società a prediligere i giovani virgulti del settore giovanile a dispetto dei più affermati campioni in circolazione. Durante i suoi quasi dieci anni di gestione al Chelsea l’unica pecca fu il mancato accesso alla Coppa dei Campioni stagione 1955/56.

Ted Drake
Ted Drake – Photo by Spartacus Educational

La Football League

I suoi uomini erano qualificati di diritto alla competizione come vincitori del campionato, ma furono incredibilmente bloccati dalla Football League, che impose ai giocatori precedenza assoluta alle competizioni nazionali. I Blues si videro ingiustamente negare la possibilità di essere la prima squadra inglese della storia a disputare una competizione europea. La parabola discendente di Drake si concluse con l’esonero del 1961, in seguito a una lunghissima serie di risultati negativi che aveva catapultato il Chelsea addirittura all’ultimo posto in classifica. Nonostante questo neo la sua figura intrepida e carismatica ha lasciato un segno indelebile a “Stamford Bridge”. Da rumoroso giullare si è trasformato in spietato professionista e l’immagine degli allenamenti in tuta da ginnastica intrisa di fango insieme ai suoi ragazzi ha fatto il giro della Gran Bretagna.

Chelsea
Chelsea 1955 – Photo by Chelseafc-com

Turbine di energia

Drake era un vero e proprio turbine di energia, ha coniugato il suo istinto con una visione razionale del quadro Chelsea, ottenendo risultati insperati attraverso metodi innovativi. Jimmy Graves lo descrisse come un manager che rappresentava tutto il meglio che un allenatore potesse dare ai suoi ragazzi, senza ingabbiarli in schemi tattici noiosi ed eccessivamente rigorosi. Tratti signorili ed eleganti ne facevano un gentiluomo. Prima di ogni partita era solito stringere la mano ai suoi calciatori per augurare loro il meglio. La sua opera di modernizzazione non si espresse solo dentro il campo, ma anche fuori: rivolse un appello ai tifosi affinchè fossero più partecipi nel sostenere il Chelsea e creassero un legame indissolubile con la loro squadra del cuore.

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Roy Bentley con la maglia del Chelsea – Photo by Getty Images

La First Division

Nel 1954/55 la vittoria in First Division, dopo due annate estremamente deludenti, rappresentò il succo del suo lavoro. Con elementi semisconosciuti quali il portiere Charlie “Chic” Thomson, non professionisti come Derek Saunders, Jim Lewis, l’interno destro Johnny “Jock” McNichol, l’ala Eric “Rabbit” Parsons, l’esterno sinistro Frank Blunstone, il difensore Peter Sillett, il futuro allenatore dell’Inghilterra Ron Greenwood nel ruolo di centrocampista centrale, il centrocampista destro Ken Armstrong, il terzino sinistro Stan Willemse e il veterano John Harris, tagliò un traguardo insperato. Forse l’unico autentico fuoriclasse in squadra era il Capitano e capocannoniere ( 21 goal in campionato ) Roy Bentley, nazionale inglese. I londinesi cominciarono la stagione come avevano concluso la precedente: malissimo. Grazie a Drake i suoi “anatroccoli” inanellarono una serie di risultati memorabili, fino al trionfo, entrando nella storia.

di Vincenzo Felici

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