Fulham stagione 2009/2021 - Photo by official Twitter.com

Molti lettori ricorderanno lo splendido cammino del Fulham nella prima edizione della Europa League, la ex Coppa UEFA il cui nome cambiò a partire dalla stagione 2009-2010.

Gli uomini di Roy Hodgson riuscirono in una incredibile cavalcata iniziata dal terzo turno preliminare contro i lituani del Vetra e terminata solamente nella finale persa contro l’Atlético Madrid di Aguero, Forlan e di un futuro allenatore anche del Watford quale sarebbe diventato Quique Sanchez Flores.

Due strani percorsi

Se è indubbia la memorabilità di una campagna europea così sopra le aspettative, molte meno persone, anche tra i più appassionati, riusciranno a ricostruire senza problemi il travagliato percorso che quel Fulham targato Hodgson e guidato in campo soprattutto dal totem Bobby Zamora dovette affrontare per arrivare a giocarsi una competizione europea – a otto anni di distanza da un altro risultato inatteso come il trionfo nella Coppa Intertoto 2002 dopo la doppia finale vinta col Bologna di Beppe Signori (qualcuno ricorda i quattro gol in due partite di Junichi Inamoto?).

Così come nel 2002 i Cottagers riuscirono a giocarsi quell’Intertoto dopo aver raggiunto la promozione in Premier League solamente un anno prima, similmente la qualificazione ai preliminari dell’Europa League 2009 arrivò giusto un anno dopo una travagliatissima stagione 2007-2008 in cui il Fulham aveva dovuto vivere fino all’ultima giornata il brivido di una possibile retrocessione.

Roy Hodgson: il salvatore

Fu proprio l’avvento di sir Roy Hodgson nel dicembre 2007 a portare un parziale cambio di marcia. Cambio di marcia che si concretizzò poi soprattutto nelle ultime dieci giornate, quando arrivarono ben cinque vittorie (sulle otto totali della disastrosa stagione), delle quali addirittura tre proprio nelle tre decisive gare finali. Fondamentale soprattutto il 2-0 firmato Brian McBride ed Erik Nevland alla penultima giornata contro gli avversari diretti del Birmingham City. Risultati che consentirono a Clint Dempsey e compagni di concludere il campionato in quartultima posizione, salvandosi comunque soltanto grazie alla miglior differenza reti nei confronti del Reading.

Fulham
Roy Hodgson, allenatore del Fulham – Photo by Uefa.com

Dall’inferno al paradiso

Da quel possibile inferno cominciò di fatto la storia che tutti conosciamo: un’ottima stagione 2008-09  – con ben 18 punti in più della precedente e suggellata da risultati di prestigio come le vittorie casalinghe contro Manchester United e Arsenal –  resa possibile anche dall’arrivo di numerosi innesti di qualità: dal portiere australiano Mark Schwarzer, passando per un protagonista assoluto della Europa League come l’ungherese Zoltan Gera e soprattutto dal già citato Bobby Zamora, approdato a Fulham dopo alcune stagioni non troppo convincenti al West Ham. Il tutto completato nell’estate del 2009 con l’ingaggio di un giocatore di esperienza e qualità come l’ex Chelsea Damien Duff.

Europa League
Fulham – Juventus 18 Marzo 2010 – Photo by Fulham via Getty Images

Soltanto due anni dopo il possibile inferno della relegation, il paradiso dell’Europa. Indimenticabili i tanti giant killing partendo da quello ai danni dei campioni uscenti dello Shakhtar Donetsk passando per l’incredibile 4-1 in rimonta del Craven Cottage contro la Juventus di Alberto Zaccheroni, fino alla semifinale con l’Amburgo che si sarebbe potuto giocare la finalissima sul campo di casa. Una incredibile stairway to heaven interrotta soltanto dai Colchoneros nella sfortunata gara del Volksparkstadion.

di Simone Abitante

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