Chelsea

Preview

Il sempre fascinoso Craven Cottage ospita oggi il derby tra Fulham e Chelsea valevole per il diciottesimo turno di Premier: gara importante per storia, tradizione e per una classifica che, con sfaccettature diverse, impone ad entrambe un risultato importante. I Cottagers arrivano alla gara in terzultima posizione ma con una serie positiva lunga sei turni che, seppur orfana di vittorie, ha mostrato vitalità di una squadra cresciuta difensivamente e mentalmente dopo un inizio stagione disastroso. Dall’altra parte del quartiere invece momento negativo per i blues, che la vittoria in Fa Cup con il modesto Morecombe non può aver risolto: una sola vittoria nelle ultime sei gare di campionato, decimo posto in classifica e tanti dubbi e insicurezze che oggi dovranno avere una risposta. Per trovare quella giusta Lampard ritrova la rosa al completo( ad eccezione di Kantè), riproponendo Rudiger al centro della difesa e Jorginho in regia, per affidarsi in attacco a Giroud coadiuvato da Ziyech e Pulisic. Tra i padroni di casa Parker sceglie in avanti il duo Cavaleiro-Lookman, affida le fasce a Tete e Robinson e la difesa al trio Adarabioy, Andersen e(l’ex)Ola Aina.

Ritmi bassi e poco gioco

I ruoli del match sono ben chiari sin dai primi istanti di gara, con un un Fulham raccolto nella propria metà campo e ben predisposto a lasciare il comando delle azioni agli ospiti: la scelta risulta vincente perchè per quasi la totalità della frazione il Chelsea conferma il momento opaco, tenendo si il controllo del gioco, ma tramite una manovra farraginosa, lenta e sterile. Saranno solo dieci i minuti, a cavallo della mezz’ora , in cui gli uomini di Lampard si sveglieranno dal torpore sfiorando più volte la rete: Ziyech e Rudiger impegnano Areola, ma l’occasione più importante è firmata Mason Mount, il cui destro dopo un rinvio errato della difesa locale si stampa sulla traversa. Il primo tempo del Chelsea praticamente si riassume qui, quello del Fulham si racconta in un undici ben organizzato, conscio dei propri limiti e pragmatico nel proporre il possibile: nel caso specifico la forza dei Cottagers divengono le fasce laterali, che nei minuti finali consegnano ai padroni di casa “l’occasione”: Robinson fugge sulla fascia sinistra, palla sul lato opposto per Teite, servizio di prima per Cavaleiro che, solo davanti a Mendy, riesce nella ardua impresa di calciarsi il pallone addosso , divorandosi così il vantaggio. Ma quella che rischia di essere la “sliding doors” del match giunge nel recupero, con il brutto fallo di Robinson su Azpilicueta che costa il cartellino rosso all’americano e quarantacinque minuti in inferiorità numerica ai suoi compagni.

Un lampo di Mount decide la gara

Come prevedibile si attendono quarantacinque minuti di fuoco per i padroni di casa e l’inizio del Chelsea, con un sinistro di Ziyech che scalda i guantoni di Areola, illude in una ripresa di maggior qualità dei blues; ipotesi smentita dai fatti che vedono nei successivi minuti un “orgoglio cottagers” in grado di nascondere l’inferiorità numerica, almeno fino a metà frazione, quando le energie e le forze dei ragazzi di Parker, inevitabilmente, cominciano a venir meno. Il Chelsea continua ad attaccare, cambia giocatori( dentro prima Abraham, poi Werner e Hudson-Odoi) ma resta viva la sensazione di poche idee e improvvisazione; proprio quando il fortino difensivo dei Cottagers sembra avere la meglio, arriva la doccia gelata della rete di Mount, abile a tramutare in rete con un preciso destro un imperfetto intervento di Areola sul cross di Chilwell. E’ il 78esimo e il Fulham non ne ha più. Il Chelsea controlla senza patemi gli ultimi minuti, manca il raddoppio in un paio di occasioni, ma porta a casa una vittoria fondamentale. Per il Fulham l’ennesima buona prova e la conferma di una squadra che potrà dire la sua nella lotta per la salvezza. Anche se la necessità di qualcuno che la butti dentro sembra oramai una questione vitale.

Pierluigi Cuttica

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