Wembley

A portata di mano

La finale della FA Vase 2024 sarà un’intrigante sfida tra due club che, caso del tutto fortuito, provengono dalla stessa regione. Romford e Great Wakering Rovers hanno raggiunto Wembley per la prima volta nella loro storia, superando avversari più quotati e regalando sorprese e spettacolo. La più grande manifestazione per club dilettantistici al mondo si appresta a vivere il proprio atto conclusivo il prossimo 11 Maggio sul terreno di gioco più prestigioso al mondo, ma le storie ed i nomi legati a queste due piccole società meritano certamente un’occhiata più da vicino.

Romford: terra di confine

Un tempo parte dell’Essex, oggi Romford costituisce una sezione della multiculturale frontiera nordorientale della Greater London e conta poco più di centomila abitanti, molti dei quali pendolari che ogni giorno raggiungono il centro della capitale o gli insediamenti limitrofi. Nel XIII secolo, re Enrico III garantì un mercato al borgo, il quale divenne ben presto famoso per la qualità del cuoio che vi si produceva e che ancora oggi costituisce la base di alcune pregevoli attività artigianali.
Nel 1876, la locale squadra di calcio, il Romford Football Club, venne ufficialmente fondato, ereditando un terreno da gioco della locale squadra di cricket ed i colori blu e oro del vecchio stemma di quest’ultima. Sia in maniera diretta che per vie traverse, quest’antichissimo club della periferia londinese ha ispirato le divise di squadre ben più famose come il Boca Juniors in Argentina ed il Real Oviedo in Spagna.
Nella stagione 1880-1881, i gialloblu raggiunsero a sorpresa i quarti di finale della FA Cup, ma è stato solo di recente che il club, sempre rimasto a carattere amatoriale, è tornato agli onori delle cronache grazie allo straordinario percorso in FA Vase di quest’anno. Superando avversari di ottimo livello come i londinesi dell’Hilltop ed il Lincoln United, eliminato dopo un’intensa doppia sfida ed un’interminabile roulette dalle dodici iarde, i ragazzi allenati da Dan Spinks hanno dimostrato una grande capacità di reazione nei momenti più difficili.
Tra le stelle del Romford non si possono non nominare il difensore e capitano Kris Newby, il prolifico Scott Doe, già autore di caterve di goal con il St. Alban’s City, il diciassettenne gioiellino Finlay Dorrell, pupillo dei tifosi di Rookery Hill, ed il duttile esterno Adalberto Pinto, nato in Inghilterra da genitori portoghesi. Non resta che attendere per scoprire se questo collettivo riuscirà ad infrangere la maledizione delle londinesi; è infatti dal 1990 che un club della capitale non conquista quest’ambito trofeo.

Great Wakering Rovers: quando il calcio è comunità

Great Wakering oggi conta meno di ottomila anime, ma questa località presso la costa dell’Essex può vantare un prestigioso passato. Un’antica strada pre-romana la attraversa, fu sede di un ricco monastero già nell’alto medioevo e la sua chiesa, intitolata a St. Nicholas, è rimasta grosso modo intatta dagli inizi del XII secolo, quando un fiorente mercato del pesce rendeva questa località più grande e prospera della vicina Southend-on-Sea.
Un tempo si poteva indossare la maglia biancoverde del Great Wakering Rovers Football club, fondato nel marzo del 1919, solo se si era nati abbastanza vicini alla chiesa di St. Nicholas da udirne le campane; ma oggi le cose sono cambiate. La società è sempre rimasta radicata al proprio territorio ed ha sempre mantenuto il suo carattere dilettantistico, togliendosi qualche soddisfazione in tornei e coppe locali.
L’allenatore-giocatore Marcus Bowers ha plasmato un gruppo solido e mai arrendevole, come dimostrano le partite contro avversari ben più blasonati come l’Highworth Town ed il Worcester City. La vittoria ai rigori contro i biancoblu delle Midlands è stato il frutto di un match semplicemente perfetto, capace di ribaltare la sconfitta di misura di Claines Lane grazie alla forza caratteriale del collettivo guidato da capitan Harrison Topless.
Il talento cristallino del trequartista ed ala Henry Talbot, le tante reti messe a segno da Callum Boylan e l’esperienza del veterano Billy Johnson sono alcuni degli assi nella manica dei Rovers, intenzionati a sorprendere ancora una volta avversari ed addetti ai lavori. Stavolta tuttavia la posta in gioco è la più importante che il club abbia mai avuto a portata di mano, la ghiotta occasione di mettere la cittadina sulla mappa del calcio inglese e, anche se solo per una notte, di oscurare gli ingombranti vicini di casa.

Sotto l’arco di Wembley

L’appuntamento è per sabato 11 Maggio, ore 13.15, per scoprire se ad alzare il trofeo al cielo di Londra sarà proprio una squadra della capitale oppure la società di un piccolo borgo. Ciò che è certo è che sarà la solita, coloratissima ed entusiasmante grande festa, degno atto conclusivo di un torneo che incarna lo spirito meritocratico inglese, un trofeo che chiunque può sognare di vincere.

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