Tottenham Hotspur Stadium - Photo by Il Calcio a Londra

Tensione. Tensione rovente e bollente. Già, rovente perchè a giocarsi un posto in Champions, da giorni o forse settimane ormai chiaro, in Champions saranno Tottenham e Arsenal, una delle rivalità più feroci e intrinseche del pianeta Terra. 63 a 61 Gunners, poche miglia e due soli punti di distacco: rovesci, sorpassi e sorprese, puntualmente dietro l’angolo, ormai da mesi a questa parte. Perchè premessa: non è corsa tra due corazzate, come Man City e Liverpool che abbracciano ancora una volta la lotta al titolo, compagini capaci di vincerle tutte, da qui sino alla fine. E’ una corsa tra due progetti o sarebbe meglio dire processi in costruzione. Che possono steccare sul più bello o perder punti e/o certezze, da un momento all’altro. Obiettivamente meglio Conte, partito soli 6 mesi, che però finalmente a metà marzo è riuscito a trovare la quadra definitiva del suo primo Tottenham, 343 e interpreti chiari da qui fino al finale di stagione. Arteta avrebbe più pressioni, per i motivi spiegati, il più importante? Il tempo, naturalmente. Due anni di percorso, una stagione mezza molto difficile, dove ai più permettergli di sostituire Emery sembrò tutt’altro che la mossa più azzeccata. L’ambizione di entrambe, per motivi economici, di prestigio e visibilità, è naturalmente tornare in Champions.

GLI ULTIMI ANNI Entrambi vengono da annate assai povere, a tratti burrascose. Conte chiamato a ricostruire dalle macerie mourinhane, mai opera semplice, se ne chieda maggiori info dalle parti d’Old Trafford. Il Tottenham chiude ormai davanti ai propri arcirivali da tanti anni, dal 2016, per l’esattezza, invertendo un dominio rosso a Nord di Londra che durava da più di 20 anni, culminato col titolo degli Invincibles targati Wenger 2004, matematicamente conquistato proprio al vecchio White Hart Lane. Ma nonostante il colpo di stato Spurs degli ultimi 6 anni, anche per loro come noto le ultime annate sono state complicate, tra fine era Poch e fallimento piccola era Mourinho.

Tottenham Hotspur Stadium, stadio del Tottenham Hotspur - Photo by Il Calcio a Londra
Tottenham Hotspur Stadium, stadio del Tottenham Hotspur – Photo by Il Calcio a Londra

MOMENTO E CLASSIFICA Per contestualizzare momento e classifica delle due squadre, è opportuno ripartire da una proposizione citata nei paragrafi d’apertura. “Che possono steccare sul più bello o perder punti e/o certezze, da un momento all’altro”. Già, perchè sono state sicuramente migliori del Man United, chiamato ormai come noto a ricostruire da Ten Hag al termine della transizione Rangnick, ma non è che siano state l’emblema della continuità. L’Arsenal ha trovato tanti punti in inverno, poi la sosta, l’infortunio dell’equilibratore Partey, la pressione dei riflettori puntati da favorita per la quarta piazza, medio piccole aggressive e pronte a infilarti, clamorosi zero punti tra Palace, Brighton e Southampton. Allora sembrava Tottenham, finalmente scioltezza del 343 di Conte, 4 vittorie consecutive, pompa magna e vento a prua, fino alla sconfitta interna col Brighton quando ormai gli Spurs sembravano aver spiccato un volo. Un pari, quello di Brentford, che a testimoniato ancora come gli stessi Spurs di Antonio siano ancora tutti in costruzione, e che fatichino contro squadre dense, profonde, chiuse, per vie centrali. Insomma, quelle ben organizzate, quelle particolarmente attente a chiudere gli spazi, alla fase di non possesso. E allora, quando ormai sembrava da anni la stessa storia in casa biancorossa, ecco i Gunners di Arteta che dal cilindro ti tirano fuori 9 punti su 9, ribadiamo 9 punti su 9, tra Chelsea, United e West Ham. Per questo, adesso, 34 gare a testa, 2 settimane bollenti al termine della stagione, 63 a 61, poche miglia tra Holloway Road e Seven Sisters, ma soli tremendi due punti. Due miglia, due punti. Tremendamente tale.

PROSPETTIVA SOGNO GUNNERS Punteggi e calendario delle prossime imminenti bollenti giornate, o meglio, a dir la verità, letteralmente dei prossimi 7 giorni, potrebbero dipingere il quadro dei sogni per il mondo biancorosso. Già, perchè questo fine settimana è palesemente Antonio Conte, già come detto tornato costretto a rincorrere a 2 punti da Arteta in questo momento in testa, a vantare l’impegno più complicato. Perchè se i Gunners, lanciatissimi, affronteranno all’Emirates il nuovo Leeds di Marsh, agli Spurs tocca l’impegno più proibitivo del finale di stagione, trasferta ad Anfield, stasera, 20.45 a Liverpool, contro la squadra più lanciata del Vecchio Continente, giunta all’apice della radiosa era Klopp e ancora meravigliosamente in corsa su tutti i fronti. Questo significa che, in caso di successo dei Gunners domenica, in caso di concomitante e preventivabile non miracolo di Conte ad Anfield, lunedì mattina Artata si sveglierebbe a +4/+5. Conseguenza: l’incredibile e succulenta possibilità di chiudere i giochi nello scontro diretto dell’anno, il recupero (tempestoso, che a gennaio scatuì vibranti polemiche, altra benzina sul fuoco) del North London Derby al Tottenham Hotspur Stadium.

Arsenal-Tottenham 26 settembre 2021 - Photo by Il Calcio a Londra
Arsenal-Tottenham 26 settembre 2021 – Photo by Il Calcio a Londra

CALENDARIO E PROSPETTIVE FINALI

Dall’altra parte la missione degli Spurs è sempre stata quella di arrivare allo scontro diretto padroni del proprio destino. Quindi, contando la differenza reti (che in Inghilterra da sempre decreta chi arriva davanti in caso di approdo a pari punti) nettamente a favore di Conte (20 a 13), l’ambizione minima sarebbe stata quella di arrivare almeno a 3 punti dai Gunners. Per i motivi spiegati nel paragrafo precedente, è una missione adesso diventata complicata. Può dipendere dalla carta a sorpresa, il nuovo Leeds di Marsch, in caso dovesse alzare un muro domani all’Emirates. Difese rocciose, quello che entrambe le rivali hanno dimostrato di soffrire, soprattutto, e figuriamoci, l’Arsenal di Arteta, figlio guardiolano, perseguitore di estetica, espressione e palleggio. Se dopo la contesa di giovedì prossimo, comunque, la battaglia in classifica dovesse essere ancora aperta, il calendario narrerebbe: Burnley in casa e Norwich retrocesso fuori all’ultima per Conte; Newcastle fuori e finale di stagione in casa con l’Everton per Arteta. Forse, forse, sulla carta qualcosina più complicato per i Gunners, in quel finale. Perchè il Newcastle, già salvo, davanti alla Toon Army continua a volare; perchè l’Everton avrà amaramente grosse possibilità d’esser ancora a caccia di pesantissimi punti salvezza fino all’ultimo istante. Everton, Leeds e Burnley: due si salveranno, una andrà giù, tutte e tre saranno comunque meravigliosamente arbitri della corsa Champions, per magia e solo destini che la Premier sa regalare. Finale brividi, ad ogni latitudine. Specialmente, a questo punto, tra Holloway Road, Seven Sisters e White Hart Lane.

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