The Gordon Carter Stand - Photo by Facebook.com

Il Villaggio

Little Oakley è un villaggio dell’Essex, poco più di mille anime che vivono nel silenzio della campagna inglese a pochi chilometri da Londra. Il piccolo Little Oakley Football Club, fondato nel 1946 riunendo le varie minuscole società del villaggio, alcune risalenti al periodo vittoriano, ed oggi interamente gestito dai suoi tifosi, milita attualmente nella Essex Senior Football League, al nono livello del calcio d’oltremanica, ed è recentemente finito sotto i riflettori della stampa nazionale per uno splendido gesto che mostra, se mai ce ne fosse bisogno, quanto sia forte e sentito il legame tra le comunità ed i club in Inghilterra.

Sempre lì, lì nel mezzo

Dopo aver personalmente visto nascere il club nel secondo dopoguerra, Gordon Carter, classe 1935, non si è perso una singola partita casalinga del Little Oakley negli ultimi settant’anni, seguendo la squadra in trasferta ogni qual volta gli è stato possibile. Con il sole e con la pioggia, in momenti di difficoltà e durante le migliori stagioni degli Acorns, è sempre stato presente al Memorial Ground, persino contribuendo a risistemare l’impianto dopo la pausa forzata della prima ondata della pandemia. La sua passione per il club è anche testimoniata dal fatto che qualche anno fa, dopo il pensionamento, Carter ha acquistato un cottage situato nella stessa strada dove si apre l’ingresso principale del Memorial Ground.

The Gordon Carter Stand - Photo by Facebook.com
The Gordon Carter Stand – Photo by Facebook.com

Il taglio del nastro

Per ringraziare Gordon Carter e riconoscere pubblicamente il suo incondizionato sostegno, la dirigenza del Little Oakley ha deciso di intitolare la nuovissima tribuna del Memorial Ground a questo assiduo e straordinario supporter del club. Sabato 9 Aprile, in occasione del match di campionato con il Saffron Walden Town, è stato lo stesso Carter a tagliare il nastro, regalando ai presenti un intenso discorso nel quale ha raccontato la propria esperienza di tifoso modello, citando curiosità, aneddoti ed eventi spesso vissuti in prima persona in questi settant’anni. Ha poi concluso il proprio discorso regalando un sorriso ai presenti con le seguenti parole : “Se un giorno dovessi invecchiare a tal punto da non ricordare più il mio nome, mi basterà guardare fuori dalla finestra della mia cucina”.

di Michele Mele

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