Preview

Neanche settantadue ore dopo l’importantissima vittoria sul Porto nell’andata dei quarti di Champions, il Chelsea è atteso ad una nuova gara di cruciale importanza: la sfida con il Crystal Palace, valida per il trentunesimo turno di Premier, diviene fondamentale nel percorso che ( sperano i cuori blues) possa portare gli uomini di Tuchel al quarto posto. La figuraccia di una settimana fa al cospetto del West Bromwich, se da una parte è stata rinfrancata dal successo europeo, dall’altra non lascia oggi alternative al successo: un altro passo falso nel derby con le Eagles vorrebbe dire veder precipitare le chances di nuova qualificazione alla maggiore competizione continentale.

Tuchel effettua tre cambi rispetto allo “starting eleven” di mercoledì, riproponendo Zouma in luogo di Christensen( Thiago Silva squalificato), Hudson-Odoi in quello di James e Pulisic al posto di Werner. Confermato Havertz come terminale offensivo, panchina per Giroud ed Abraham. Hodgson, tranquillo in una classifica che vede il Palace molto vicino all’ennesima salvezza, risponde con un classico 442 in cui agli esterni Ayew e Eze i compiti, insieme al tandem offensivo Benteke-Zaha, di far male alla difesa avversaria. Grande ex della gara, Gary Cahill, quasi duecento presenze e tanti trofei vinti con la maglia dei blues. Arbitra il Signor Oliver.

Miglior Chelsea d’annata

Bastano pochi secondi di gara per capire che l’approccio del Chelsea è quello giusto, con la squadra di Tuchel che prende in mano le redini dell’incontro: servono sette minuti per la prima grande chance ( gran parata di Guaita su Pulisic), ne occorrono otto per il vantaggio ospite. Havertz prima scippa la sfera a Riedewald, poi la scambia con Hudson-Odoi per poi bruciare Guaita con un chirurgico sinistro. Non trascorrono nemmeno due minuti che i blues raddoppiano con Pulisic che, bene servito da Havertz, fulmina il portiere spagnolo con un potentissimo sinistro. Il doppio vantaggio spiega bene, ma non esaustivamente ,ciò che mostra il terreno di gioco con gli ospiti che dominano in lungo e largo il match: Jorginho e Kovacic sono esemplari per tenere corta la squadra e per determinarne i ritmi, Hudson-Odoi e Chilwell sono per la difesa avversaria spine pungenti, di quelle che fanno (spesso) male e Pulisic sembra quello dei giorni migliori.

Dal punto di vista estetico però la scena la illumina un Kai Havertz che, rete a parte, offre trenta minuti di grande calcio, con quel sinistro che quest’oggi( come nel caso di un paio di stop volanti su lanci dalle retrovie) è di quelli che staresti a guardare in eterno, senza accorgerti di ciò che ti circonda o del tempo che passa. Il tedesco non trova la doppietta personale solo per l’intervento di Guaita, che nulla potrà però poco dopo sul colpo di testa di Zouma, su calcio di punizione calciato da Mount. Gli uomini di Tuchel non si fermano e continuano ad attaccare sfiorando più volte la nuova segnatura (chance più importante il colpo di testa di Rudiger salvato sula linea da Van Aanholt), chiudendo un primo tempo letteralmente dominato. Palace assente.

Rete della bandiera delle eagles, ma il copione non cambia

Il Chelsea diminuisce, come normale prevedere, intensità e pressing ma continua a gestire le operazioni: saranno dei blues infatti le prime occasioni della ripresa e porteranno tutte la firma di un indiavolato Chilwell che, prima con un destro a giro e poi con il suo sinistro, proverà a bissare la rete siglata nell’andata. Il Palace entra ufficialmente in gara al quarto d’ora della ripresa, quando alla prima vera azione trova la rete con Benteke, abile a sfruttare l’assist di Zaha; la rete permette alla squadra di Hodgson di alzare la testa ma non cambierà le dinamiche di una gara che avrà ancora sfumature blues.

Sarà il Chelsea infatti a continuare a creare occasioni da rete, prima sprecando con un debole tiro di Havertz ben servito da Pulisic e poi con Mount la cui conclusione verrà respinta da un intervento di Cahill; ma al terzo tentativo i blues centraranno il bersaglio e chiuderanno la contesa, ancora con Pulisic, abile a tramutare in rete il cross dell’appena subentrato James. Una vittoria importante e convincente che permette al team di Tuchel di continuare l’ottimo momento e di scavalcare (momentaneamente) il West Ham al quarto posto. Adesso qualche ora di riposo e poi testa al Porto, per una gara che potrebbe valere tanto. Tantissimo.

Pierluigi Cuttica