Conor Gallagher - Photo by Evening Standard

Lunedì 15 novembre è arrivata la prima presenza in nazionale maggiore inglese per un ragazzo che ultimamente ha davvero attirato l’attenzione di tutti: Conor Gallagher.

La sua continuità di prestazioni con il Palace dall’inizio di questa Premier League 2021-2022 è veramente notevole, a partire dalla doppietta al West Ham siglata nella terza giornata per arrivare ai due gol di fila messi a segno nelle ultime due giornate prima dell’international break. Prima quello con cui ha steso il Manchester City all’Etihad (gara in cui ha fatto registrare anche un assist) e poi la rete sempre del 2-0 nel match casalingo giocato con il Wolverhampton.

Già quattro marcature in sole undici giornate di campionato che hanno inevitabilmente fatto scattare i radar del c.t. Gareth Southgate e di tutto il suo staff, tanto da portarli ad approfittare subito delle non troppo impegnative gare di qualificazione ai Mondiali per convocare Gallagher e farlo anche esordire nel rotondo 10-0 rifilato a San Marino (erano quasi cinquant’anni che i Three Lions non toccavano la doppia cifra di gol in una singola partita, un buon auspicio).

 

Chelsea da sempre, Eagles quasi

Ma chi è Conor Gallagher? Classe 2000 nato a Epsom (29 km dal Charing Cross) da tifosi Blues (tutt’ora abita con la famiglia a dieci minuti di macchina dal centro sportivo di Cobham), entra a far parte dell’Academy a soli 8 anni dopo gli inizi nella squadra della sua cittadina che manco a farlo apposta si chiama… Epsom Eagles. Già, proprio lo stesso nome con cui vengono chiamati i giocatori della squadra che lo sta facendo conoscere al mondo, il Crystal Palace.

Dopo undici anni di trafila nelle varie giovanili del Chelsea, a maggio 2019 arriva la convocazione nella prima squadra allenata da Maurizio Sarri e l’impegno in questione non è esattamente una partita qualunque. Si tratta infatti della finale di Europa League, lo storico derby europeo vinto con l’Arsenal 4-1 a Baku. Gallagher non scende in campo ma si porta comunque a casa la medaglia di vincitore del trofeo. A fine stagione viene poi anche nominato miglior giocatore delle giovanili dei Blues. Succede in questo speciale riconoscimento a due nomi oggi ancor più sulla cresta dell’onda come Reece James e Mason Mount.

Senior football

Nell’estate proprio del 2019 arrivano poi le prime occasioni nel calcio dei grandi. Dopo aver avuto l’opportunità di essere allenato dal suo idolo Frank Lampard nell’U23 del Chelsea, ecco la chiamata del Charlton in Championship. Ad attenderlo c’è un altro ex centrocampista pronto a dargli consigli importanti: il manager degli Addicks è infatti Lee Bowyer che lo vuole fortemente per il classico ruolo di box-to-box midfielder. Nella sola prima metà di stagione sono 6 gol in 26 partite, un bottino notevole. A gennaio 2020 Gallegher passa infatti allo Swansea dove ritrova Steve Cooper, manager col quale due anni prima aveva vinto il Mondiale U17 in India. Nessun gol con la squadra gallese ma un’esperienza di livello culminata con la semifinale playoff per la promozione in Premier.

Conor Gallagher - Photo by Evening Standard
Conor Gallagher – Photo by Evening Standard

Il palcoscenico più importante

E nonostante la sconfitta col Brentford per Conor Gallagher il paradiso della Premier League non tarda comunque ad arrivare. Nell’estate 2020 ecco infatti la chiamata del West Bromwich Albion e l’esordio nella massima serie inglese. Per il primo gol bisogna attendere il 28 novembre ed è una rete decisiva perché è quella dell’1-0 finale nel match interno con lo Sheffield United. A fine annata, ben trentadue presenze e due reti che però non gli valgono ancora la permanenza nel club proprietario del suo cartellino. Nulla di cui disperarsi se si pensa a che tipo di concorrenza dovrebbe fronteggiare nel Chelsea campione d’Europa. Prima di poter assaporare Stamford Bridge da beniamino di casa ci vuole allora ancora almeno un altro passaggio ed è quello probabilmente fondamentale che il classe 2000 sta ora vivendo a Selhurst Park. Dell’inizio sfavillante con le Eagles abbiamo già detto in apertura, da qui in avanti Conor non potrà che giovare ulteriormente dell’attenta osservazione di un altro ex centrocampista di livello mondiale come il suo attuale allenatore Patrick Vieira.

Privacy Policy