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Dopo la pausa per le Nazionali, che ha visto quella inglese ottenere tre successi in altrettante gare, torna la Premier, che apre il trentesimo turno con l’incontro tra il Chelsea ed il West Bromwich: gara sulla carta senza storia ma che nasconde le numerose insidie che offre ogni match che arriva dopo la sosta. Lo sa bene un Thomas Tuchel che siederà domani sulla panchina di Stamford Bridge con un premio in più, quello di “Manager of the month” conquistato con merito nella giornata di venerdì: il tecnico tedesco ha avuto pochissimi allenamenti per preparare la gara, visto l’importante numero di elementi convocati in Nazionale e quindi assenti per lungo tempo dai campi di Cobham. Il tutto con la musica della Champions che, seppur distante, è già nell’aere londinese.

Se si avessero dubbi, basterebbe riavvolgere il nastro della stagione e fermarsi al 26 settembre scorso quando i blues, allora allenati da Lampard, fornirono i peggiori quarantacinque minuti della stagione( e forse non solo): un primo tempo in cui la compagine londinese riuscì a prendere tre reti( delle venti totali realizzate in tutta la stagione dalle baggies), poi recuperate grazie alle firme di Mount, Hudson-Odoi ed in pieno recupero di Abraham. Una frazione che segnò il primo (grave) errore in maglia blues di Thiago Silva e l’esclusione( da quel momento perenne) dalla squadra di Marcos Alonso: una prestazione che il Chelsea oggi non può permettersi di ripetere.

Tuchel ritrova Thiago Silva al centro della difesa e sceglie Pulisic nel trio offensivo completato da Ziyech e Werner; le fasce sono affidate a James ed Alonso mentre a centrocampo, visto anche l’infortunio di Kante, la scelta ricade sul tandem Jorginho-Kovacic. Allardyce affida le flebili speranze di salvezza al senegalese Diagne supportato da Pereira e Philips. Arbitra il Signor Coote.

Il Chelsea non c’è, il West Brom ne approfitta

Bastano pochi minuti per capire la fondatezza dei timori della vigilia, quelli che ci mette Jorginho per regalare il primo (e non sarà l’ultimo) pallone agli avversari, con Thiago Silva che si immola portando a referto un cartellino giallo. L’episodio, seppur siamo nei primissimi minuti della gara, diverrà elemento cruciale della stessa: nonostante giochi in maniera pessima, sbagliando una quantità industriale di passaggi, il Chelsea riesce comunque a trovare la rete del vantaggio, sfruttando la punizione di Alonso che, deviata sul palo dall’intervento Johnstone, viene poggiata in rete dal successivo tocco di Pulisic. Questa, insieme ad un tiro cross di James ed a un colpo di testa di Zouma, saranno le uniche volte in cui il Chelsea si farà vedere dalle parti dell’area avversaria. Troppo poco.

Il resto sarà solo West Bromwich che, sfruttando la superiorità numerica guadagnata immediatamente dopo lo svantaggio( entrata in ritardo e secondo giallo per Thiago Silva dopo brutto errore di Kovacic), capovolgera’ la gara, sfruttando le pessime letture di una difesa locale ben lontana dagli standard pre-sosta: sarà Matheus Pereire a prendersi la copertina infilando due volte Mendy, prima approfittando della dormita di Zouma su un lancio pressoché inncouo, poi approfittando di una improbabile serie di passaggi avversari al limite della propria area di rigore, per battere il portiere francese con un preciso sinistro. Primo tempo che si chiude con il sorprendente, ma meritato, vantaggio delle baggies. Chelsea insufficiente in tutti i reparti.

Gli ospiti dilagano in contropiede

Tuchel nell’intervallo sostituisce Pulisic inserendo Mount, ma la manovra dei blues continua a non decollare: i padroni di casa creano poco e quando lo fanno è più per caso( palo di Alonso) che per “meriti di manovra”. Il West Brom sta a guardare, aspettando l’occasione buona per sfruttare gli enormi spazi che con il passare dei minuti si creano nella metà campo avversaria; prima sarà ancora Pereira a sfiorare la tripletta personale, evitata solo dal pronto intervento di Mendy, che nulla potrà però poco dopo sulla volèe di Robinson che, dopo la doppietta della gara di andata, si conferma “sentenza” per la squadra di Londra.

La rete, nonostante giunga solo al minuto sessantatre di gioco, è di fatto una sentenza di sconfitta per un Chelsea mai entrato, fisicamente e di testa, nel match: le obiezioni a ciò durano pochi minuti, quelli che servono al West Brom per servire il poker con Diagne ben servito da Pereira, al termine dell’ennesimo contropiede che trova completamente impreparata la squadra di Tuchel. Le reti di Mount e ancora Robinson, serviranno solo per le statistiche, le stesse che mettono fine all’imbattibilità (e agli incredibili numeri) di Tuchel, riportando tutto il “Mondo Chelsea” ad una realtà che offre poco tempo per meditare: mercoledì il Porto in Europa, sabato il derby con il Palace in Premier: due sfide per cancellare la disfatta odierna. Una gara per la Champions del presente, una per quella del futuro: dopo oggi la corsa al 4 posto è divenuta ancor più incerta. Unica certezza per i blues è che non si incontrerà più il West Bromwich e Robinson: visti i risultati, una buona notizia.

Pierluigi Cuttica