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Blues e Blades si incontrano oggi per la terza volta in stagione ( nei precedenti, due vittorie per il Chelsea) per l’incontro valido per i quarti di finale di Fa Cup: cammino sin qui agevole per entrambe le squadre( Morecombe-Luton-Barnsley per i londinesi, Bristol Rovers-Norwich e Bristol City per lo Sheffield), quest’oggi alla ricerca del ticket per Wembley. Tuchel opta per un ampio turnover, riproponendo tra gli altri Kepa in porta, Emerson nel ruolo di difensore centrale sinistro, Gilmour a centrocampo e Giroud come terminale offensivo. Heckingbottom affida al quarantenne Jagielka le chiavi della difesa ( orfano di Ampadu, non schierabile in quanto in prestito dai blues) e alla coppia McBurnie-McGoldrick i sogni di gloria delle blades.

Poche emozioni a Stamford Bridge

Il primo tempo della gara, per dirla in maniera galante, non entrerà di certo nella memoria collettiva come piacevole racconto di emozioni calcistiche: poco gioco, poco ritmo e pochissimi tiri verso la porta. Paradossalmente, nonostante un possesso palla tendente allo zero assoluto, saranno gli ospiti a centrare la stessa in due occasioni, entrambe con McGoldrick, ma le conclusioni dell’attaccante irlandese saranno due simpatiche carezze per Arrizabalaga. Il Chelsea nella prima frazione mantiene sempre il possesso, come piace al proprio allenatore, ma manca di quell’intensità e ritmo necessarie per renderlo pericoloso: i blues, fatta eccezione per Hudson-Odoi e( avolte) Mount, si muovono poco senza palla, permettendo alla difesa ospite di difendersi senza troppi patemi.

La svolta della partita può arrivare tramite una giocata personale, ma oggi nessuno tra i Blues sembra essere “on fire”, o un calcio piazzato: sarà quindi proprio un calcio d’angolo a dare l’incipit al vantaggio Blues quando, sul corner battuto da Mount, la palla arriverà dalle parti di Chilwell, il cui tiro/cross troverà la deviazione vincente, non di uno dei suoi compagni, bensì dello sfortunato Norwood. La rete non cambierà minimamente lo script della gara che vivrà più di calci, quelli che rifileranno in sequenza i difensori ospiti al povero Pulisic, che di calcio, che continua ad essere molto distante oggi dal prato di Stamford Bridge; così, con il minimo sforzo, il Chelsea chiude in vantaggio la prima frazione, “rischiando”, nei minuti finali, di trovare anche il raddoppio che sarà fallito però da Pulisic, solo davanti a Ramsdale.

Cresce lo Sheffield, rischia il Chelsea

Sarà ancora Pulisic ad avere, dopo appena un minuto dall’inizio della frazione, l’occasione per la seconda segnatura, ma ancora una volta sarà Ramsdale a negare la gioia all’americano, protagonista di una sontuosa azione personale. Inizia il giro delle sostituzioni tra le quali colpisce quella di Tuchel che toglie Giroud, unico attaccante di ruolo in campo, inserendo James e spostando Hudson-Odoi in un tridente dinamico con Pulisic e Mount. La mossa incoraggia gli ospiti che, nel giro di tre minuti, vanno due volte vicini alla rete: clamorosa quella mancata da McGoldrick al minuto sessantasette, quando il 34enne attaccante mette fuori di testa, solo davanti alla porta, l’ottimo cross di Lundstram. Poi sarà la volta del sinistro di McBurnie, ben deviato in angolo da Arrizabalaga.

Tuchel capisce che qualcosa non va e stravolge la formazione con l’ingresso contemporaneo di Havertz e Ziyech che, insieme all’arretramento di Mount nel ruolo di centrocampista puro, rendono la squadra molto più offensiva. Ma saranno ancora le blades a sfiorare il pari, quando McGoldrick, dopo aver saltato netto Azpilicueta, mette una pericolosissima palla al centro che solo un pronto intervento di Arrizabalaga eviterà essere letale per la difesa blues. Ma la porta dei londinesi tremerà ancora, al novantesimo, quando il destro di Brewster terminerà la sua corsa vicinissimo al palo destro della porta di Arrizabalaga; sul ribaltamento di fronte il lancio di Chilwell troverà l’aggancio ed il sinistro di Ziyech che chiuderà definitivamente il match. Blades sconfitte, con più di un rimpianto, Chelsea, non brillante, ma che porta in dote un altro risultato positivo e, soprattutto, un biglietto in tasca: il weekend del 16 aprile, si va a Wembley.

Pierluigi Cuttica