Preview

Sarà nuovamente lo stadio Ramon Sànchez-Pizjuàn di Siviglia ad ospitare Chelsea e Porto per decretare la squadra che staccherà il pass per le semifinali di Champions; il 2-0 ottenuto dagli inglesi nella gara di andata pone inevitabilmente gli uomini di Tuchel come favoriti, ma attenzione ai lusitani che ritrovano dopo la squalifica dell’andata il tandem offensivo Taremi-Sergio Oliveira, assente per squalifica nella gara di andata. Tuchel recupera Christensen ma perde poco prima della gara Kovacic per un problema muscolare, così Kante, come Thiago Silva, tornano nell’undici titolare; James e Chilwell scelti per presidiare le fasce mentre, dopo l’ottima prova di sabato con il Palace, viene confermato il trio avanzato (Mount-Pulisic-Havertz).

Equilibrio

Come nella gara d’andata anche quest’oggi sono i lusitani ad approcciare meglio la gara, con un Pepe in modalità “sceriffo del vecchio west” che ci mette pochi secondi per far capire al giovincello Havertz che non sarà serata per sbarbatelli. La squadra di Conceicao è apprezzabile nella ricerca di una manovra che però spesso cozza contro l’ottima organizzazione difensiva di un Chelsea che interpreta un copione chiaramente voluto dal proprio allenatore: aspettare per poi ripartire. Non c’è traccia, difatti, della squadra che ha incantato nei primi quarantacinque minuti a Selhurst Park, ma oggi il pragmatico tecnico tedesco ha creato un abito diverso per la sua squadra, quello che serve per le occasioni importanti. Tanta praticità e umiltà, poco (o niente) lasciato alla fantasia. Stasera conta solo il risultato.

Così di fatto Mount, Pulisic e Havertz sono prima incontristi che trequartisti, andando a rafforzare una fase difensiva che offre ben poco agli avversari: i due brividi per la difesa londinese saranno causati da errori propri, come quello di Mendy che offre un pallone pericolosissimo a Corona( tiro sporcato da Jorginho) o come quello successivo di Chilwell che, scavalcato da un lancio lungo, permette a Oliveira di impattare da posizione pericolosa verso la porta, senza trovare il bersaglio. La gara offensiva dei “padroni di casa” sarà tutta in qualche contropiede che i terminali offensivi di Tuchel non riusciranno a rendere letale: per il resto pieno di agonismo, molta intensità e tanto traffico in cui Jorginho diviene “vigile impeccabile” di un centrocampo in cui si è erige ad assoluto protagonista. Il pareggio a reti bianche con cui le squadre rientrano negli spogliatoi è specchio perfetto dei primi quarantacinque minuti.

Taremi troppo tardi

Il Porto parte forte ad inizio ripresa occupando in maniera stabile la metà campo avversaria, ma saranno dei blues le prime occasioni, prima con Pulisic che colpisce in maniera goffa il pallone servitogli da Chilwell, poi con Mount che ben servito da Kante trova la sua conclusione deviata dalla scivolata di Mbemba. Al quarto d’ora Conceicao capisce che deve osare qualcosa in più ed inserisce la seconda punta (Taremi): il centravanti iraniano ci mette tre minuti per andare vicino al vantaggio, ma il suo colpo di testa su assist di Corona è debole e Mendy para senza patemi.

“Gli ospiti” tentano il tutto per tutto, ma la difesa londinese respinge al mittente i vari palloni che vengono scaraventati in area; quando invece i portoghesi provano a creare palla a terra, Kante e soprattutto (ancora) Jorginho si ergono a “gentili buttafuori”. Gli ultimi minuti I blues li passeranno “giocando” con il cronometro, rallentando il ritmo avversario tramite varie sostituzioni e “rischiando” il vantaggio con Pulisic. La rete la troverà all’ultimo istante Taremi( gol meraviglioso in rovesciata) per una rete che però non basterà ai portoghesi per evitare la eliminazione. Al fischio finale Tuchel e i suoi alzano le braccia al cielo. Sette anni dopo il Chelsea torna in semifinale di Champions League: nel sud-ovest di Londra, questa sera, si festeggia.

Pierluigi Cuttica