Stamford bridge, stadio del Chelsea - Photo by Il Calcio a Londra

Preview

Dopo una settimana di riposo il Chelsea torna in campo per i sedicesimi di finale di Fa Cup, dove i blues sono chiamati ad affrontare il Plymouth, formazione attualmente al settimo posto della Football League One, la terza divisione del calcio inglese. Match sulla carta agevole per gli uomini di Tuchel che, al termine dello stesso, prepareranno le valigie per gli Emirati in vista del prossimo Mondiale per Club (3-12 febbraio); Al Hilal (Arabia Saudita), Al Ahly (Egitto), Monterrey (Messico), Palmeiras (Brasile), Auckland City (Nuova Zelanda), Al Jazira Club (Emirati Arabi Uniti) le formazioni antagoniste dei londinesi, alla caccia dell’unico trofeo mancante nella sfarzosa bacheca di Stamford Bridge. La vigilia della gara viene condizionata dalla positività dell’allenatore tedesco, che sarà costretto così a saltare la partenza con i suoi ( da vedere se potrà raggiungere la squadra nei giorni successivi); nel mentre l’undici iniziale per l’incontro odierno vede solo un cambio rispetto all’ultima gara con il Tottenham (Christensen al posto di Thiago Silva), con la conferma quindi del 4231 con Ziyech, Mount e Hudson-Odoi dietro Romelu Lukaku.

La gara

Partita c’è. E come se c’è. Lo dimostrano i primi minuti dell’incontro in cui la squadra allenata da Schumacher trova addirittura il vantaggio quando, su un calcio piazzato di Houghton, il colpo di testa di Gillesphey  supera la (mal posizionata) difesa londinese e Arrizabalaga. La rete gasa gli ospiti ed i suoi tifosi che si godono la festa, e il vantaggio, cantando a squarciagola ed esultando per qualsiasi azione dei propri beniamini; la reazione del Chelsea è nella immagine dei tre legni che i blues colpiranno nei primi quarantacinque minuti, due volte con Kovacic ed una con Hudson-Odoi. Con il passare dei minuti il pressing e ritmo dei padroni di casa cresce, sino a trovare il pari con un pregevole colpo di tacco di Azpilicueta su cross di Mount.

Il risultato di parità con cui le due formazioni rientrano negli spogliatoi sembra solo l’anticamera di una ripresa pronta a fotografare il sorpasso della squadra locale; questo non avverrà, soprattutto per merito di Michael Cooper, ventidue anni all’anagrafe, che trova nel 5 febbraio 2022 una data che difficilmente mai dimenticherà. Il portiere inglese para tutto quello che gli arriva vicino, certificando una ripresa che vede i suoi, soffrire si, ma anche “rischiare l’impresa”. In un paio di occasioni infatti gli ospiti sfiorano la seconda segnatura, specialmente quando Ennis si trova solo davanti ad Arrizabalaga, trovando però il pronto riflesso del portiere spagnolo.

Michels (secondo di Tuchel) le prova tutte, inserendo tutte le armi offensive a disposizione, ma i blues soffrono, attaccano, ma non passano sino al minuto centosette, quando il pallone di Havertz incontra il destro di Alonso. Una rete che avrebbe annichilito chiunque, o quasi, non il cuore e l’animo del Plymouth che si butta avanti e fa tremare la difesa del Chelsea, che trema in maniera ingiustificabile: Sarr prima sbaglia un semplice appoggio, poi frana sull’avversario per un calcio di rigore che Hardie però non realizzerà, ipnotizzato da Arrizabalaga che, ancora una volta, “salva la pelle” ai blues dagli undici metri.

I blues vincono, si qualificano al turno successivo, ma lasciano sul campo fatiche e una brutta figura. Domani si parte per gli Emirati in cerca della prima Coppa Intercontinentale della propria storia: per impreziosire la bacheca di Stamford Bridge, serviranno prestazioni ben differenti.

Pierluigi Cuttica

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