Stamford Bridge, stadio del Chelsea - Photo by Il Calcio a Londra

Preview

Il big match tra Chelsea e Manchester United chiude la tredicesima giornata di Premier League: incontro importante per storia, tradizione e per una classifica che vede entrambe le squadre bisognose di punti. Gli uomini di Tuchel per continuare la corsa in testa, quelli di Carrick (in attesa di Rangnick) per riavvicinarsi ad una zona Champions ora distante ben sei lunghezze.  I Red Devils affrontano la seconda gara del “post Solskjaer” e puntano a bissare il successo infrasettimanale a casa del Villarreal, valso il passaggio del turno in Champions; impresa non facile per una formazione con una sola vittoria nelle ultime sette gare di campionato, ma che conta dei numeri migliori in trasferta(10 punti) che tra le mura amiche(7).

I blues da par loro sfidano una tradizione che non li vede sconfiggere(in Premier) gli avversari a Stamford Bridge dal novembre 2017, quando decise una rete di Morata su cross di Azpilicueta: da quel momento due  sconfitte e due pareggi, tra cui quello a reti bianche della scorsa stagione (risultato ripetutosi anche nella gara di Old Trafford). L’ampio successo sulla Juventus di martedì sera ha regalato molti sorrisi a Tuchel ma anche due smorfie, per gli infortuni di Kantè e Chilwell; se quello del francese dovrebbe avere una breve degenza, rischia di essere molto serio quello dell’inglese, che priva il tecnico tedesco di una delle frecce più efficaci del proprio arco.

Per la gara odierna Tuchel effettua tre cambi rispetto al successo sulla Juventus: due, come quelli di Alonso sull’out sinistro e Loftus-Cheek a centrocampo, sono indirizzati dalle varie indisponibilità, mentre il terzo, quello di Werner come riferimento offensivo, è una scelta assoluta dell’allenatore in un reparto tornato al pieno delle forze. Carrick risponde con Bailly in difesa in luogo dello squalificato Maguire, centrocampo folto e muscolare con attacco veloce  in cui spicca l’assenza di Cristiano Ronaldo.

 

De Gea protagonista

I primi istanti di gara sono specchio fedele di quello che sarà il tema principale dei primi quarantacinque: blues in controllo quasi totale della sfera, Red Devils corti in due linee strette a difendere la verginità della porta di De Gea. Lo 0-0 con cui si chiuderà il primo tempo darà ragione alla tattica di Carrick, che creerà zero dal punto di vista offensivo ma arginerà, con sporadiche difficoltà, la forza d’urto dei padroni di casa. L’attacco leggero scelto da Tuchel offre pochi riferimenti alla difesa avversaria ma allo stesso tempo manca di cinismo, come nel caso di Hudson-Odoi che in apertura di match si lascia ipnotizzare da De Gea, solo davanti al portiere spagnolo.

L’ex numero uno dell’Atletico Madrid sarà alla fine protagonista principale di una prima frazione che lascia pochi spunti di rilievo: saranno altre due le occasioni in cui i suoi riflessi saranno decisivi, specialmente sulla conclusione dalla distanza di Rudiger che, prima di stamparsi sul montante, sarà sfiorata, quel tanto che serve,  dal guantone destro del numero uno iberico. Il Chelsea torna negli spogliatoi conscio della superiorità dimostrata, ma consapevole che serve altro per fare breccia nella difesa avversaria.

Jorginho croce e delizia

L’inizio ripresa confeziona dopo appena cinque minuti la più grande delle sorprese: lo United passa al primo tiro in porta grazie ad un regalo di Jorginho che, ultimo uomo su una azione di corner a favore dei blues, controlla in maniera pessima un pallone che diviene un regalo per gli occhi e per il destro di Sancho che porta avanti i suoi. Il Chelsea vive dieci minuti di pessimismo cosmico prima di ricominciare ad attaccare: a dire il vero la manovra blues fa fatica ad articolarsi, spesso preferendo le fasce laterali (specialmente con James) da cui arrivano cross che non trovano mai un interlocutore.

L’impressione è che ai blues per arrivare al pari, più che la manovra, serva una giocata o un episodio, per rilanciare una formazione ferita dallo svantaggio: questo arriva puntuale a metà frazione, con un rigore fischiato ai padroni di casa per contatto tra Wan-Bissaka e Thiago Silva. Sul dischetto va, certificando una certa dose di personalità, Jorginho che spiazza De Gea per il pareggio londinese. La rete regala nuova linfa e coraggio ai ragazzi di un Tuchel che si gioca le carte Pulisic e Mount prima e Lukaku poi; i blues attaccano, creano occasioni ma rischiano di essere nuovamente beffati quando,a due minuti dal novantesimo, Mendy regala un pallone a un Fred che “non si sente di abusare di tale gentilezza”.

L’ultima occasione, al novantaseiesimo, sarà firmata Rudiger, con la conclusione volante del difensore tedesco su cross di Pulisic, che terminerà però alta. La gara si chiude con un pari che premia maggiormente il Manchester, ma che permette al Chelsea di rimanere solitario in vetta.

Pierluigi Cuttica

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