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Una settimana dopo l’importante successo sul West Ham e quattro giorni dopo il pareggio di Madrid, il cammino del Chelsea in Premier riprende con un altro derby: questo pomeriggio a Stamford Bridge, difatti, arrivano i “vicini di casa” del Fulham, in una gara che consente molti fatti e poche parole alla classifica di entrambe. I blues, ora al quarto posto solitario della graduatoria, non possono permettersi passi falsi, visto il numero i concorrenti per l’ambita piazza e per un folle, ma affascinante, calendario che accompagnerà i prossimi giorni dei ragazzi di Tuchel. I cottagers per mantenere accesa quella flebile speranza di salvezza a cui sono ancorati Parker&co.: uscire oggi dal campo con un risultato diverso dalla vittoria significherebbe un ulteriore passo verso il cartello su cui scritto “Championship”. Fulham che gioca oggi anche contro l’impietosa statistica che vede nessuna vittoria dei cottagers negli ultimi venti incroci con i blues: sette pareggi e tredici sconfitte. Per sfatare la recente tradizione, Parker( impossibilitato all’uso di Loftus-Cheek di proprietà blues) si affida ad un 442 in cui a Reid e Lookman sugli esterni sarà chiesto di rifornire il tandem offensivo composto da Cavaleiro e Maja; Tuchel risponde con soli cinque cambi rispetto alla gara di Champions, proponendo Zouma per l’indisponibile Rudiger in difesa e scegliendo Gilmour-Mount( 41 anni in due) come coppia di centrocampo. In attacco il trio Ziyech-Werner-Havertz. Arbitra il Signor Friend.

Più Fulham, ma avanti i blues

I primi cinque minuti sono totalmente di marca cottagers, con gli uomini di Parker che si insediano in pianta stabile in una metà campo avversaria che occupano con pressing ed intensità: per circa trecento secondi infatti gli uomini di Tuchel non riescono a gestire un pallone, sovraffatti e (forse) sorpresi dall’approccio dei contendenti che vanno vicini alla rete con il sinistro dalla distanza di Robinson, deviato in corner da Mendy. Ma la prima volta che i blues si affacciano dall’altra parte del campo, rischiano subito di far male, come nel caso dell’azione che vede Werner mancare di un soffio l’assist di Ziyech. Il segnale non viene colto dalla difesa dei cottagers che, due minuti dopo, viene perforato da Havertz: lancio lungo di Thiago Silva, aggancio sontuoso ed assist illuminante di Mount per l’ex Leverkusen abile a trafiggere Areola con un preciso tocco di sinistro.

Il vantaggio regala maggiore sicurezza ai padroni di casa che nei minuti successivi andranno vicini ad il raddoppio, sempre con Havertz, con il tedesco che si vedrà annullata la rete per fuorigioco sul pallone di Mount. La manovra degli uomini di Tuchel, senza i vari Jorginho,Kante e Kovacic, fa fatica a decollare, non per demeriti da parte di Gilmour, ma per un assetto tattico inusuale( ed in parte prosopopeico) scelto da Tuchel: il solito 3421 oggi viene sostituito da un 352 in cui però Mount e Ziyech, teoriche mezzali, lasciano spesso, se non sempre, la zona di competenza, lasciando al giovine scozzese un enorme raggio di campo da coprire. Se questo da una parte permetterà la rete del vantaggio dei padroni di casa, con l’inserimento senza palla di Mount, dall’altra priva la squadra delle solite certezze e di una superiorità numerica nel cuore del campo che il Fulham proverà a sfruttare. Saranno gli ospiti difatti a creare le chances più importanti nel resto della frazione, occasioni a cui dirà sempre di no il solito Mendy, prima sul diagonale di Lookman e soprattutto nel finale, sulla pericolosa conclusione di Ola Aina. Si va negli spogliatoi con il Chelsea avanti.

Havertz chiude la pratica

La ripresa inizia nel modo peggiore per Parker e i suoi che subiscono, dopo appena due minuti, la rete del 2-0, ancora firmata Havertz: il tedesco prima stoppa in maniera elegante un pallone che poi scambierà con Werner, per poi chiudere con un preciso sinistro che regala la seconda segnatura, tutta tedesca, ai blues. La rete condizionerà il resto della gara che avrà ben poco da raccontare, con un Fulham che vede abbattersi un macigno su un morale già scalfito da una situazione quasi disperata, e con un Chelsea con il concreto obiettivo di gestire e sprecare meno energie possibili in vista dei prossimi delicati impegni. A partire da quello di mercoledì dove, sempre a Stamford Bridge, si proverà a scrivere la storia ed a sovvertire i pronostici. Lo si fa con una vittoria. E si sa, quella è sempre la maniera migliore. Vincere, aiuta sempre a vincere.

Pierluigi Cuttica