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Quasi quattro mesi dopo è di nuovo Chelsea – Everton: ne sono cambiate di cose in casa blues dal quel 12 dicembre, giorno in cui il rigore di Sigurdsson interruppe la serie di risultati consecutivi (17) che aveva portato la squadra, allora allenata da Lampard, ad un passo dalla vetta. Quella sconfitta fu l’incipit di una sequela di cattivi risultati e prestazioni che portarono, il 25 gennaio scorso, all’allontanamento della bandiera blues. Quel Chelsea è al momento solo uno sbiadito ricordo al cospetto di una squadra rigenerata, sotto tutti gli aspetti, dall’arrivo di Thomas Tuchel: l’ex tecnico del Psg, preso il timone della compagine londinese quando era in nona posizione, tramite una serie di ottime prove ha riportato i blues in lotta per quel quarto posto distante, solo un mese fa, otto lunghezze.

Per giungere alla gara di questo pomeriggio che, classifica alla mano, rientra di diritto nella “categoria spareggi”: dopo i risultati del weekend, infatti, la lotta per qualificazione in Champions si fa ancor più dura, con Man United e Leicester( rispettivamente seconda e terza) che hanno certificato le loro forti candidature con due importanti successi esterni; sembrerebbe esserci dunque solamente uno slot libero, quel quarto posto che vede in corsa il West Ham( che giocherà questa sera nel Monday Night), il Tottenham( vincente ieri sul Palace), il Liverpool( seppur ancora sconfitto) e, appunto, Chelsea ed Everton. Che arrivano all’incontro di questa sera distanziati di un punto( 47 i blues, 46 i toffees), ma con gli uomini di Ancelotti aventi disputato una partita in meno che, virtualmente, pone la squadra di Liverpool in vantaggio rispetto ai blues.

Per conquistare la preziosa posta in palio odierna Tuchel si affida al solito 3421, che rivede Zouma( al posto di Rudiger) e la conferma di Werner come centravanti: cambiano però i due trequartisti, fuori Mount e Ziyech, dentro Hudson-Odoi e Havertz. Ancelotti, orfano di James Rodriguez, risponde affidando al tandem Allan-Gomes le chiavi del centrocampo, mentre alla trequarti formata da Iwobi-Sigurdsson-Richarlison il compito di innescare l’unica punta Calvert-Lewin. Arbitra il Signor Coote.

Primo tempo all’insegna della tattica

Sin dai primi istanti si evince che la gara sarà più tattica che spettacolare, con un copione che prevede gli uomini di Tuchel alla manovra e quelli di Ancelotti chiusi e pronti a ripartire: in realtà, per gli ospiti, le occasioni per farlo saranno pochissime perchè il possesso palla dei londinesi, seppur a lunghi tratti orizzontale, è continuo e non lascia campo agli avversari. Il tecnico italiano ha studiato bene la gara, chiudendo con due linee strette e folte tutte gli spazi agli avversari, scegliendo di far giocare il pallone solamente ad un giocatore che sarà l’unico che avrà sempre libertà d’azione: Christensen. La mossa dà i suoi frutti perchè il danese tocca mille sfere ma non ha i piedi educati per far partire una manovra che, per una buona mezz’ora, non porta pericoli dalle parti di Pickford.

Nei primi trenta minuti di gioco infatti il Chelsea trova la conclusione solo in un paio di circostanze( sempre con Jorginho, entrambe da fuori area), non creando alcun problema per la difesa dei toffees. E’ vivida la sensazione che il match possa esser sbloccato solo da una azione singola di un giocatore, situazione che arriva puntuale al minuto trentuno quando un ottimo spunto di Hudosn-Odoi trova un corridoio giusto per Alonso che lo percorre a tutta velocità, sino a servire al centro dell’area l’accorrente Kai Havertz: sulla volèe di destro del tedesco, risulta decisiva la deviazione di Godfrey che spiazza Pickford per il vantaggio dei blues. La rete subita obbliga Ancelotti a cambiare tematica di gara, alzando il baricentro della squadra ed esponendosi inevitabilmente alle ripartenze avversarie: su una di queste, sul finire della frazione, Alonso sfiora il raddoppio che gli viene negato da un ottimo riflesso di Pickford. Sarà l’ultima emozione dei primi quarantacinque minuti che si chiudono con il Chelsea in vantaggio.

Chelsea in controllo

La ripresa riparte con lo stesso tema tattico del primo tempo, con il Chelsea che sfiora la marcatura in un paio di occasioni (punizione di Alonso e rete di Havertz annullata per fallo di mano), ma che concede, al decimo minuto, la prima vera chance all’Everton, sprecata da Richarlison che conclude a lato da buona posizione. Passato lo spavento i blues riprendono il comando della gara e, pochi minuti dopo, trovano il raddoppio: verticalizzazione di Kovacic per Havertz, il tedesco entra in area e viene steso da Pickford, per un rigore poi trasformato da Jorginho.

Il secondo goal subito non smuoverà la gara dei toffees, incapaci di una qualsiasi tipo di reazione e vittime sacrificali di contropiedi che, solo la scarsa cattiveria avversaria, non renderà letali; specialmente Werner, che confermerà le sue ottimi attitudini da corridore e meno da finalizzatore, sprecando per due volte a tu per tu con Pickford. Ci proveranno anche Zouma (su corner), Mount e Kantè( in entrambi i casi pronto Pickford), ma il risultato non cambierà più: una vittoria pesantissima che conferma l’ottimo momento( ed ora classifica) dei blues. Cinque giorni per conquistare Liverpool. Missione compiuta.

Pierluigi Cuttica