Stamford Bridge, stadio del Chelsea - Photo by Il Calcio a Londra

Preview

Nel penultimo match della ventesima giornata di Premier League, il Chelsea ospita a Stamford Bridge il Brighton di Graham Potter, sorpresa se ce n’è una della stagione corrente del maggior campionato inglese: i seagulls con il successo sul Brentford nel match del “Boxing Day”, hanno raggiunto la decima posizione in graduatoria, risultato impronosticabile all’inizio di una stagione che poneva i ragazzi di Potter tra le serie candidate alla retrocessione. L’impeccabile lavoro dell’ex tecnico (tra le altre) di West Brom e Swansea ha invece permesso alla squadra della contea dell’East Sussex di essere in pianta stabile nella metà nobile della classifica; un risultato ottenuto grazie ad una difesa solida (la quinta della competizione) simbolo di un team organizzato e difficile da battere per tutti, specialmente in trasferta, dove alla voce sconfitte troviamo un “1” (riconducibile alla gara dello scorso novembre con l’Aston Villa).

Ne sa qualcosa Thomas Tuchel, incapace di superare l’organizzazione difensiva avversaria nell’ultimo incrocio tra le due squadre, il 20 Aprile scorso in un match che rischiò di compromettere la corsa all’Europa dei blues; questa sera l’allenatore tedesco sa di avere un solo risultato a dispozione, a fronte di uno stato di emergenza (tra infortuni e pandemia) che non ha la minima intenzione di abbandonare il club di Fulham Road. Per la gara odierna Tuchel rilancia Lukaku dall’inizio (ultima da titolare il 20 ottobre) affiancato da Mount e Hudson Odoi, sulle fascia destra conferma per Pulisic, Jorginho e Kovacic in mezzo, mentre in difesa torna capitan Azpilicueta( per lui 450esima presenza con i Blues, 300esima in Premier). Potter risponde con un 352 che vede l’ex Lamptey sull’out destro, Veltman in luogo dell’indisponibile Dunk al centro della fidesa, Lallana play affiancato da Bissouma e Maupay terminale offensivo.

La sblocca Lukaku. Si fa male James

E’ un Chelsea pimpante quello che approccia il match, con  gli uomini di Tuchel  in grado di proporre buone idee e ritmo ad un incontro che scorre via godibile: i blues costringono gli avversari nella propria metà campo appoggiandosi alla voglia di un carico e motivato Lukaku e alle geometrie verticali di Kovacic. Le prime occasioni giungono dopo il quarto d’ora e portano le firme di due difensori: prima è Azpilicueta che, sugli sviluppi di un corner, colpisce il palo al termine din una mischia in area di rigore. Poi sarà la volta di Rudiger, sul cui colpo di testa su cross di James sarà pronta la presa di Sanchez. Mentre il Chelsea continua ad attaccare, incominciano gli (ormai immancabili) problemi fisici che attanagliano ormai senza pietà la squadra londiese: al minuto ventidue si accascia a terra Christensen (che si rialzerà poco dopo), quattro minuti più tardi sarà di più grave entità l’infortunio di James che è costretto al cambio (dentro Alonso): dopo la perdita di Chilwell, con l’uscita dell’altro laterale titolare i blues si trovano a dover fare a meno del giocatore più importante attualmente in rosa.

La reazione sul campo della squadra è rabbiosa, visto che pochi attimi dopo Lukaku centra la porta con un perentorio colpo di testa su angolo di Mount; il Brighton protesta per un presunto fallo dell’attaccante belga su Maupay, ma il controlla del VAR conferma la validità della rete. Sarà di fatto l’ultimo cenno di vita di un Chelsea che nel quarto d’ora restante vedrà la propria area di rigore cinta d’assedio dagli attacchi avevrsari: il Brighton conquista campo, sciorina trame interessanti e si presenta con disarmante falicità nei pressi dell’area londinese. Soltanto l’imprecisione degli attaccanti di Potter, unita ad un paio di interventi decisivi (Mendy e Rudiger), permetterà ai padroni di casa di terminare la frazione in vantaggio.

Welbeck nel recupero gela Stamford Bridge

La ripresa inizia con il secondo cambio forzato per i blues, con Chalobah che prende il posto dell’infortunato Christensen; sembra essere cambiato ben poco dai minuti finali del primo tempo, con gli ospiti che continuano a dominare, sfiorando in più occasioni la rete: prima sarà Moder con una deviazione volante a sfiorare la traversa, poi sarà la volta di Maupay che grazie ad un brutto errore di Chalobah si trova in ottima posizione, ma calcia fuori. Il Chelsea ha il fiato corto, subisce e soffre, ma avrebbe comunque la sfera per il raddoppio che Hudson-Odoi spreca malamente non riuscendo a servire Mount.

E’ solo un momentaneo break di quello ormai divenuto un assedio, con gli ospiti alle prese con un vero e proprio festival delle occasioni mancate; Tuchel allora si gioca l’ultimo cambio possibile, inserendo a venti dalla fine Kantè in luogo di uno stremato Hudson-Odoi e la sostituzione, nonostante la condizione non ottimale del francese, pare vincente. Il Chelsea acquista equilibrio, guadagna campo e riesce a proporre qualcosa di interessante in fase offensiva, specialmente sull’asse Kantè-Mount-Lukaku. Quando i blues sembrano in controllo della gara, arriva nel primo minuto di recupero il pareggio del Brighton, grazie al neo entrato Welbeck che incorna il cross di Cucurella per il pari dei suoi. Un risultato che, insieme ai tanti infortuni, condanna i blues a guardarsi ormai più dietro che avanti.

Pierluigi Cuttica

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