Preview

Vigilia strana. Anomala. Particolare. Difficile scegliere un solo aggettivo per descrivere questa vigilia di Chelsea-Brighton: match che sulla carta vale moltissimo per entrambe le squadre, in lotta rispettivamente per Champions e salvezza, ma che nella realtà si scontra con lo tsunami, chiamato Superlega, che si è abbattuto sul calcio, intaccando spirti ed umori di “lovers” calcistici di ogni latitudine. Attimi di tensione prima della gara con il pullman dei blues ostacolato nell’entrata allo stadio dai circa 500 supporters scesi in campo per protestare contro la “nuova competizione”: solo l’intervento di Cech ha reso possibile il regolare arrivo della squadra negli spogliatoi.

Tornando( o provandoci almeno) al campo, il fine settimana ha arriso ai blues che, oltre a conquistare una meritata finale di Fa Cup battendo il City, hanno usufruito dei passi falsi in campionato di quasi tutte le concorrenti per il quarto posto: dalla sconfitta del West Ham a casa del Newcastle, sino al pareggio di ieri sera del Liverpool ad Elland Road, le notizie arrivate a Cobham permetterebbero ai blues, in caso di vittoria stasera sul Brighton, il nuovo sorpasso ai danni degli hammers e il ritorno al quarto posto. Per fare ciò Tuchel conferma Arrizabalaga in porta, da un turno di riposo ad Azpilcueta e ripropone, dopo quattro panchine consecutive, Alonso sulla fascia sinistra; in attacco il tridente è composto da Ziyech-Pulisic e Havertz, mentre Mount arretra sulla linea di centrocampo. Arbitra il Signor Attwell.

Blues scarichi

Le emozioni, per quanto riguarda la prima frazione, rimangono all’esterno di Stamford Bridge: se da una parte le notizie, arrivate pochi minuti prima della gara, di una quasi certa rinuncia del club all’adesione alla Super League, vengono accolte con gioia e trepidazione dai tifosi blues occorsi a Fulham Road, dall’altra la prova sul campo dei ragazzi di Tuchel è piuttosto modesta. Il Chelsea è poco brillante, impacciato e confuso nello sciorinare una manovra che non decolla: Jorginho prova da solo a gestire un centrocampo che trova in Mount un compagno, seppur volenteroso, più portato alla penetrazione che al palleggio. La circolazione è lenta e prevedibile e, graze anche alla buona compattezza del Brighton, per i primi venti minuti di calcio se ne vede poco. Pochissimo.

Non che nei minuti successivi la situazione cambi radicalmente, ma almeno la doppia conclusione di Havertz prima e Zouma poi( entrambe respinte da Sanchez), permettono di mettere a referto le prime chances della gara. Che saranno poi le uniche a favore dei padroni di casa, a dispetto di un Brighton che negli ultimi minuti si farà vedere per le prime volte dalle parti di Arrizabalaga, prima con una conclusione di Bissouma( deviata in corner da Jorginho) e successivamente con un destro di Gross da fuori area che terminerà la sua corsa oltre la traversa difesa dal portiere spagnolo. Il pareggio a reti bianche con cui le due squadre rientrano negli spogliatoi è specchio esemplare di ciò visto sul terreno di Stamford Bridge.

Brighton vicino alla vittoria

La ripresa non si scosta molto dai temi dei primi quarantacinque minuti, con il Chelsea che prova a fare la partita riscontrando però grandi difficoltà nel creare problemi alla difesa avversaria; dopo venti minuti di nulla, dal punto di vista offensivo, la pazienza di Tuchel termina, con il tecnico tedesco che inizia la girandola di cambi che vede entrare prima Hudson-Odoi e Werner, poi Giroud. Le cose non cambiano, anzi, peggiorano, perchè nel giro di tre minuti, gli ospiti avranno, non una, ma tre occasioni: la più grande grazie ad un sanguinoso pallone perso da Zouma al limite della propria area di rigore, che consegna un “match point” che Lallana, clamorosamente, mancherà. Poi sarà la volta di Wellbeck, che prima centrerà il palo con una conclusione dal limite dell’area, per poi riprovare la conclusione parata da Arrizabalaga.

Il Chelsea è stordito e disorganizzato su un terreno di gioco che non riesce più a coprire, mentre il Brighton annusa il “sangue avversario” e continua ad alzare la linea di pressing; nonostante ciò non ci saranno più occasioni per un Brighton che conquista un meritato e pesantissimo punto per la lotta salvezza, mentre il Chelsea spreca l’ennesima occasione per fare un passo avanti decisivo in ottica Champions. Ma mai come oggi, forse, questa è la notizia che conta di meno.

Pierluigi Cuttica