Chelsea

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Dopo nemmeno trenta giorni dal pareggio di Stamford Bridge (il 29 dicembre scorso) seagulls e blues si riaffrontano oggi per il 24esimo turno di Premier: stranezze di un calendario, quello inglese, da sempre atipico e che quest’anno, sponda Chelsea, aggiunge il campionato del mondo per club che terrà i blues impegnati nei primi giorni del prossimo mese(3/12 febbraio). Una vastità di impegni che ha costretto gli uomini di Tuchel ad un tour de force che ha lasciato il segno sui risultati dei campioni d’Europa: a fronte di un cammino soddisfacente nelle coppe nazionali( con la finale raggiunta di Coppa di Lega), risulta  insufficiente quello percorso in campionato dove, con una sola vittoria negli ultimi sei incontri, si è passati dalla prima alla terza posizione. Score che obbligatoriamente ora costringe il club di Fulham Road a guardarsi  le spalle, con un nutrito gruppo di inseguitrici che inizia ad ambire a velleità di qualificazione alla prossima Champions.

Proprio per questo, per spegnere altrui illusioni, i blues sono chiamati oggi alla vittoria ; l’avversario sarà ostico, rognoso, difficile, tutti aggettivi che illustrano l’anima e la bontà tattica del Brighton di Graham Potter, splendida realtà della Premier con il suo nono posto a fronte dei 28 punti conquistati. Sarà un esame probante per i londinesi, come dimostrato dal pareggio dell’andata e dagli ultimi cinque incontri tra le due formazioni: quattro pari e una solo vittoria blues, datata 14 settembre 2020 e firmata dalle reti di Jorginho, James e Zouma. Per tornare alla vittoria Tuchel torna alla difesa a quattro, ripropone Jorginho a centrocampo e conferma Lukaku in attacco, supportato da Mount e Ziyech. I padroni di casa, privi tra gli altri del capitano Dunk e Lallana, propongono un 352 che vede in attacco la presenza di Welbeck, autore della rete che nella gara di andata gelò Stamford Bridge nei minuti di recupero.

Gioca il Brighton, segna il Chelsea

Le difficoltà delle gara vengono perfettamente esplicate dall’inizio del match che vede i blues subire l’impeto e gli attacchi locali, che impiegano nemmeno centottanta secondi per creare la prima chance della serata, con il destro di Moder che termina a lato dopo il bello scambio con Wellbeck. Il Brighton imperversa, arriva primo su ogni pallone e occupa in toto la metà campo avversaria, non lasciano spazio ad un Chelsea in grandissima difficoltà; i calciatori di Tuchel, ogni qualvolta che il pallone è fuori dal terreno di gioco, si parlano come nel cercare una connessione al momento molto traballante. Il Brighton spinge soprattutto sull’out destro dove un indiavolato Lamptey è tenuto a fatica da Alonso, anche per il (regolare) mancato supporto in fase difensiva di un Hudson-Odoi assente ingiustificato del match al pari dei suoi compagni di reparto offensivo.

Ma se per l’ala inlgese, Mount e Lukaku, questo sarà il leitmotiv della prima frazione, sarà Ziyech, intorno alla mezz’ora ,a prendersi la scena con il suo sinistro che sblocca l’incontro: una conclusione da fuori area che trova un complice involontario nella poca reattività di Sanchez, che non riesce a respingere un tiro tutt’altro che impossibile. Da quel momento il marocchino, pur senza strafare, sarà protagonista delle azioni offensive dei suoi, offrendo palloni interessanti, a Lukaku prima, ad Hudson-Odoi, che nessuno dei due compagni di reparto saprà sfruttare. La formazione londinese chiude un primo tempo molto sofferto in vantaggio, ma con la consapevolezza che servirà ben altro per uscire indenne dal Falmer Stadium.

Webster riporta le squadre in parità

La conferma arriva trenta secondi dopo il fischio d’inizio della ripresa con la conclusione di Welbeck che, ben servito in profondità, calcia di poco a lato del palo destro di Arrizabalaga. Segnali chiari di un secondo tempo che inizia seguendo lo stessa tema del primo, con un Brighton che attacca e un Chelsea che arranca. Così, dopo una conclusione di McAllister ben deviata da Arrizabalaga, arriva al quarto d’ora il pareggio dei padroni di casa, grazie al colpo di testa di Webster sugli sviluppi di un corner, in cui il difensore inglese viene lasciato colpevolmente solo. I padroni di casa, galvanizzati ancor di più dalla segnatura, spingono ancora di più soprattutto sulle fasce, dove Azpilicueta e Alonso soffrono tantissimo; in almeno tre occasioni arrivano nell’area di Arrizabalaga palloni che solo per questione di centimetri non trovano la deviazione vincente.

Nel momento di maggiore pressione, i londinesi ritrovano l’orgoglio e si fanno vedere dalle parti di Sanchez, con la prima conclusione nella serata di Lukaku che trova la pronta respinta dell’estremo difensore spagnolo. La cosa che colpisce è l’assoluto immobilismo tattico di Tuchel che, nonostante una panchina con diverse soluzioni (specialmente offensive), giunge senza cambi sino all’ottantesimo minuto, quando sul terreno di gioco entrano Kovacic,Werner e Havertz (in luogo di Jorginho, Ziyech e Lukaku). Un triplo cambio che, nonostante gli sterili attacchi finali, non permetterà agli uomini di Tuchel di cambiare l’esito di una serata negativa che allunga a quattro la serie di gare senza vittorie dei blues: domenica la (nuova) sfida con il Tottenham assume, sempre di più, le sembianze di uno spareggio Champions.

 

 

Pierluigi Cuttica

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