London Stadium West Ham United - Photo by Il Calcio a Londra

Nel primo turno infrasettimanale della stagione di Premier League non sono mancate di certo le sorprese, che tanto bene ci hanno abituato e accompagnato nella storia del massimo campionato inglese.

Costa amara per Tuchel

In un Selhurst Park gremito come di consueto, i padroni di casa del Crystal Palace non riescono ad andare oltre l’1-1 contro il Brentford. Buona però, anzi buonissima, la reazione della squadra di Vieira dopo il ko in rimonta della scorsa settimana sul campo del Manchester City, che gioca alla grande e con il pallino del gioco a favore per la maggior parte dei novanta minuti, ma senza riuscire a capitalizzare con efficacia le chance create. A togliere le castagne dal fuoco ci pensa il solito ed insostituibile Wilfried Zaha, che disegna un destro spaziale che va ad incastonarsi alle spalle di un incolpevole David Raya. Le Eagles però, come detto, non riescono ad infliggere il colpo del ko agli ospiti, che nel pieno stile vichingo del loro allenatore Thomas Frank riescono a riemergere quando tutto sembrava scritto. Minuto 88 ed ecco Janelt, protagonista proprio del pari al fotofinish di settimana scorsa contro l’Everton, che serve a Wissa il pallone del pari. Ancora una volta le Bees rimangono imbattute grazie ad una rete negli ultimi minuti e si dimostrano una formazione ostica fino in fondo; sorrisi amari invece per il Palace, con la sensazione di aver perso due punti ma che con questa qualità di gioco si potrà andare lontano.

Un’altra prestazione coi fiocchi ad opera del Fulham, che si rialza subito dopo la sconfitta dello scorso weekend e batte 2-1 l’osticissimo Brighton di Potter. Un risultato che se vogliamo non era facile pronosticare, dato l’intrepido inizio di stagione dei Seagulls, formazione più in forma assieme a City e Arsenal in questa fase di stagione. La prestazione mostrata nella serata di Craven Cottage, però, ci ha mostrato un Fulham veloce, mortifero e organizzato, proprio come vuole il suo manager. E naturalmente non poteva mancare la firma del solito e glaciale gigante che è Aleksandar Mitrovic, vero leader e cannoniere della squadra, anche fortunata in occasione del raddoppio in cui è il capitano degli ospiti Lewis Dunk a mettersela nella sua porta, ma quando premi così tanto e in modo costante sulla difesa avversaria anche questo può succedere. Tre punti in tasca e tanti sorrisi dunque per la brigata di Marco Silva, che sicuramente non poteva augurarsi inizio migliore, sia in termini di gioco che di risultati, in questo nuovo inizio della campagna di Premier League.

Esultanza di bomber Mitrovic - Photo by Official Account Twitter Fulham Football Club
Esultanza di bomber Mitrovic – Photo by Official Account Twitter Fulham Football Club

Se quella con il Leicester era stata una dimostrazione vivida della forte tempra del Chelsea, quanto accaduto durante il turno infrasettimanale ci dice invece che i problemi non sono stati tutti risolti e anzi, ne sono emersi di nuovi. Al St Mary’s Stadium, infatti, la formazione di Tuchel incappa in un seccante quanto meritato ko per 2-1 in favore dei padroni di casa del Southampton. Troppo poco lo sforzo offensivo prodotto dai Blues durante tutto l’arco dei novanta minuti, da dipanarsi tra l’inizio del primo tempo e la fine del secondo. Ad aprire le danze è infatti il terzo gol nelle ultime due partite da parte di Sterling, una delle poche note liete di questo inizio di campionato. Poi, però, i Saints prendono coraggio e sopravvento nella partita ribaltando il punteggio addirittura prima dell’intervallo. Non perfetta la partita di Mendy, che dopo l’errore ad Elland Road e il gol subito da Barnes in cui ha coperto male il suo palo, non spinge a sufficienza sulla conclusione a giro da fuori di Lavia, male invece l’intera retroguardia sulla rete di Adam Armstrong che completa la rimonta. A nulla sono serviti i cambi di Tuchel nell’undici iniziale (Hakim Ziyech schierato per la prima volta titolare da inizio stagione), ne quelli a gara in corso, che ci ha mostrato una squadra anonima offensivamente e disordinata in fase di impostazione. Insomma, un netto passo indietro rispetto al coraggio mostrato nel successo ottenuto in dieci uomini della settimana scorsa, servirà fare sicuramente di più nella prossima partita. A Stamford Bridge tutto pronto per il derby, arriva il West Ham.

Cuore, gioco, grinta. A questo Arsenal non manca proprio niente e a ribadircelo è la vittoria per 2-1 rifilata all’Aston Villa. Tre punti arrivati forse in maniera troppo sofferta per i Gunners, padroni del campo e monopolizzatori delle occasioni da gol in maniera quasi totale, ma senza a riuscire a concretizzare dopo la rete del vantaggia siglato da uno stupefacente, e ormai non fa più notizia, Gabriel Jesus. 3 gol e 3 assist in cinque partite per il brasiliano, che si dimostra sempre più il leader tecnico di questa squadra, tremendamente ambiziosa dopo questa partenza sprint che non accadeva da diversi anni. Un Arsenal che però continua a pagare le disattenzioni, seppur rare, in piena area di rigore: questa volta è Ramsdale che, complice anche un’area intasata, sbaglia i tempi di uscita e si vede insaccare alle propri spalle il calcio d’angolo battuto direttamente da Douglas Luiz. Ma questa squadra, questo gruppo, non conosce riposo o rischi di avvilimento, perché non passano nemmeno cinque minuti dalla rete subita ed ecco che un altro brasiliano, un altro Gabriel, Martinelli, si avventa su un pallone buttato in piena mischia e lo spinge in porta nonostante il vano tentativo di Martinez di respingere il pallone. Rete, tre punti e il sogno continua per la squadra di Arteta, che dopo un calendario tutto sommato soft domenica si trova ad affrontare la prima grande prova della stagione, ad Old Trafford, contro il Manchester United.

Arsenal - Leicester 13 agosto 2022 - Photo by Il Calcio a Londra
Arsenal – Photo by Il Calcio a Londra

Chiude il turno infrasettimanale del mercoledì il confronto più atteso, non per la classifica che vede le due squadre distanti, ma quanto per fascino e storia. Un giusto e corretto 1-1 è infatti il punteggio che scaturisce dal derby tra West Ham e Tottenham, che si superano e si equivalgono per tutti i novanta minuti. Punteggio che come detto sta stretto ad entrambe, perché se da una parte gli Spurs passano in vantaggio grazie ad un autogol di Kehrer al termine di un’azione di contropiede magistrale gestita da Kulusevski, dall’altra non sono molte le occasioni in cui la brigata di Conte si presenta con pericolosità dalle parti del portiere Fabianski. Può invece sorridere nonostante tutto la squadra di David Moyes, che mostra spirito e soprattutto una pericolosità mai viste in questo scorcio di stagione, e che invece avevano contraddistinto quella passata. Fa notizia l’ennesima panchina di Gianluca Scamacca, ma il buon vecchio Antonio non vuole e non mollerà così facilmente la maglia da titolare. E francamente con una prestazione come quella nel derby, che oltre a tanta corsa e spunti lo ha visto colpire un palo, lo stesso Moyes farà fatica a rinunciarci. Ma non solo, perché è proprio l’ex Nottingham Forest a fornire un assist al bacio per l’inserimento fulmineo di Soucek, che ritrova il gol in Premier che mancava dallo scorso aprile. West Ham che manda in campo anche il nuovo acquisto Paquetà, che come normale che sia è però ancora ben lontano dalla sua forma migliore. Tante buone notizie insomma per gli Hammers, che nettamente in ripresa vogliono dimostrare come l’ombroso inizio di stagione sia soltanto una pura e sfortunata casualità. Dovrà invece lavorare a pieno sulla testa dei suoi ragazzi Antonio Conte, perché se il tecnico italiano ha intenzione di alzare l’asticella a ben più della mera qualificazione Champions, dovranno essere ben altre le prestazioni da qui alla fine.

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