Arjen Robben - Photo by Twitter.com

 

Arjen Robben è stato per quasi due decenni uno dei talenti cristallini più forti d’Europa. Dribbling, tiro e soprattutto tanta tantissima corsa. Troppo veloce, a volte imprendibile (candidato per cinque volte al Pallone d’oro), ma spesso troppo fragile e soggetto a infortuni che gli hanno sicuramente compromesso se non limitato la carriera.

Gli inizi

Nasce nel 1984 a Bedum, un piccolo paese vicino a Groninga in Olanda, e proprio nella sua città natale inizia a giocare a calcio. Il Groninger lo nota e presto entra nel settore giovanile dei biancoverdi. Dopo un periodo di apprendistato a soli 16 anni è già nel giro della prima squadra debuttando il 3 dicembre del 2000 nella gara contro il RKC Waalwjik terminando quella prima stagione da professionista con 18 presenze e 2 reti.

“Batman e Robben”

Dopo due stagioni nel Groningen, nel 2002 passa al PSV dove alla conclusione della prima stagione realizza 12 gol in 33 presenze. Lì sulla fascia destra, grazie a una eccezionale velocità e a un dribbling fulmineo risultava molto spesso imprendibile.
Al PSV insieme al compagno di squadra Mateja Kezman forma una coppia d’attacco soprannominata dai tifosi “Batman e Robben” partecipando alla vittoria del 17° titolo olandese del club.

Arjen Robben - Photo by Twitter.com
Arjen Robben – Photo by Twitter.com

London calling

Nella primavera del 2004 ad accorgersi di lui è Roman Abramovic che lo porta a Londra per 18 milioni di euro. Colpa però di un infortunio (uno dei tanti della carriera) rimediato in un’amichevole contro la Roma, debutta con il Chelsea solo il 23 novembre in occasione della gara di Premier League contro il Blackburn Rovers.
Nel Chelsea parte subito a razzo, il primo gol arriva il 6 novembre regalando la vittoria contro l’Everton. Insieme a Drogba e a Duff forma un tridente da sogno, ma nel febbraio è costretto a un nuovo stop che lo tiene fuori quasi per tutto il resto della stagione.
I continui infortuni lo condizionano molto ma in campo è spesso uno dei migliori contribuendo nel 2006 alla prima vittoria della Premier League per i blues.

 

In blancos

Dopo un triennio sulle sponde del Tamigi, nell’agosto del 2007 arriva la chiamata del prestigioso Real Madrid dei “galacticos”, formato da Zidane, Figo, Beckham e Ronaldo “il fenomeno”, che lo acquista per 36 milioni di euro.
Anche a Madrid però continua a soffrire di continui e ripetuti infortuni vincendo però in camiseta blanca la Liga al primo anno.

Monaco di Baviera

Dopo l’Olanda, l’Inghilterra e la Spagna, nell’agosto del 2009, nel pieno della maturità, Robben si trasferisce al Bayern Monaco che preleva il calciatore per 25 milioni di euro affidandogli la maglia numero dieci. In Baviera forma con Ribery una coppia di esterni offensivi di primissimo livello vincendo otto titoli di Germania, cinque coppe nazionali, due Supercoppe e soprattutto una Champions League nella stagione 2012/13.

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Arjen Robben – Photo by Twitter.com

Verso il ritiro

Nel luglio del 2019, a 35 anni, dopo dieci campionati e tanti successi col Bayern Monaco annuncia il ritiro dal calcio giocato ma, come la volpe che prima di morire fa un ultimo sguardo alla collina dov’è nata, Robben, nel giugno del 2020, torna a giocare nel Groningen, la squadra che lo aveva lanciato.
A conclusione di quell’anno, colleziona sette presenze, però sempre tormentato da infortuni e da un fisico ormai logoro, nel luglio del 2021 annuncia definitivamente l’addio al calcio, per un calciatore tanto forte quanto sfortunato e comunque tra gli olandesi più vincenti di sempre.

di Lorenzo Petrucci

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