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Le rovine della Merton Priory

All’ombra delle rovine della Merton Priory, costruita all’inizio dell’XI secolo, dove Thomas Beckett completò i propri studi ed Enrico VI fu il protagonista di una solenne cerimonia di incoronazione nel 1437, sorge il quartiere londinese di Colliers Wood. Non difficile da raggiungere grazie all’omonima fermata della tube sulla Northern Line, esso si stende lungo il fiume Wandle, un affluente del Tamigi che nel primo periodo georgiano ospitava la più alta concentrazione di mulini da filatura al mondo. Per un breve periodo a cavallo della metà del XIX secolo Colliers Wood fu un importante centro minerario: le zattere cariche di carbone seguivano la corrente del Wandle per raggiungere il Tamigi ed i ricchi mercati di Londra. Fu verso la fine di quest’era d’oro del carbone, più precisamente nel 1874, che un gruppo di minatori, barcaioli e residenti locali fondò il Colliers Wood United Football Club.

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Stadio del Colliers Wood United – Photo by Colliers Wood United official Twitter

 

Lo stemma del club

Lo stemma del club, rimasto essenzialmente invariato dal periodo vittoriano, rappresenta le acque del Wandle ed una zattera di carico sullo sfondo dei numerosi alberi della zona. La divisa ufficiale del club è costituita da maglia azzurra, pantaloncini e calzettoni neri, un omaggio ai colori delle giubbe indossate dai barcaioli del Wandle durante il XIX secolo. Nonostante sia ben lontano dall’essere la più antica squadra di calcio britannica, questo piccolo club del sud-ovest di Londra è comunque una delle squadre di calcio più antiche al mondo; basti pensare che il Genoa, il primo club d’Italia, è ben diciannove anni più giovane del Colliers Wood United e che il primo club spagnolo, il Recreativo de Huelva, fu fondato solo nel 1889.

 

Il soprannome

I Woods, soprannome del club fin dagli albori, militano nella Combined Counties Football League Premier Division, nono livello della piramide del calcio d’oltremanica, e giocano le partite casalinghe al Wibbandune Sports Ground, piccolo impianto da duemila posti che trae il proprio nome dall’antica denominazione altomedievale di Wimbledon. La vetta più alta raggiunta dal Colliers Wood United resta senza dubbio il secondo turno di FA Cup nella stagione 2004-2005: in quell’occasione i Woods, dopo aver superato la trafila dei turni preliminari, sconfissero l’Eastbourne Town, all’epoca ben tre serie al di sopra dei londinesi, con un clamoroso 5-1 che finì perfino su Match of the Day, l’equivalente britannico di La Domenica Sportiva, prima di arrendersi al Merstham, ma soltanto ai supplementari del replay.

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Stadio del Colliers Wood United – Photo by Colliers Wood United official Twitter

 

Un altro angolo di Londra

La piccola clubhouse dei Woods ospita alcuni interessanti cimeli che tracciano la storia del club dalla fondazione ai giorni nostri, incluse le testimonianze del passaggio di un discreto numero di giocatori approdati alle massime serie professionistiche del calcio inglese che sono transitati dal Wibbandune Sports Ground o, tra il 1874 ed il 1991, dal Recreation Ground di West Wimbledon, vecchio impianto casalingo del club del Wandleside. Tra di essi figurano a buon titolo Steve Sidwell, poliedrico centrocampista centrale che ha vestito, tra le altre, le maglie di Fulham, Chelsea e Reading, e Leon Britton, roccioso mediano ed ex capitano dello Swansea con cui può vantare più di cinquecento presenze, del quale è conservata, opportunamente incorniciata, una maglia del breve periodo giovanile sulla riva del Wandle.

Un altro piccolo club da scoprire di persona, un altro angolo di Londra da esplorare non appena le circostanze lo permetteranno, un nuovo tassello, incastonato tra storia e modernità, nel ricco e suggestivo mosaico del football d’oltremanica.

di Michele Mele

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