Queens Park Rangers

Controverso, discusso, criticato, Adel Taarabt è stato per anni uno dei calciatori africani più amati. Dribbling, talento e tanta tecnica, ma allo stesso tempo anche molta incostanza e un carattere difficile da gestire. Dopo aver superato i trent’anni e aver giocato in Francia, Italia e Inghilterra, solo oggi in Portogallo al Benfica ha trovato la serenità che per anni ha rincorso.

Nato in Marocco nel 1989, si trasferisce in Francia ad appena nove mesi e qui inizia a giocare nel Lens. A diciotto lo nota il Tottenham che lo porta in Inghilterra, con gli Spurs però, a causa del cambiamento di Paese e di campionato, vede poco il campo e dopo due anni decide di accettare l’offerta del Queens Park Rangers in Championship. 

In un’intervista del 2010, il marocchino afferma di aver fatto un grande errore a preferire il Tottenham all’Arsenal e che magari essere stato allenato da Arsène Wenger sarebbe stato preferibile.

Con gli Hopps, nonostante un infortunio al ginocchio che lo tiene ai box nei mesi iniziali, si afferma come uno dei migliori della squadra anche grazie alla guida dell’allenatore Neil Warnock che lo tratta e lo coccola come un figlio. Con il QPR segna subito il primo gol nel match contro il Bristol City e viene nominato capitano realizzando in tutta la stagione stagione 19 gol e 16 assist. Premiato alla fine di quel campionato come il giocatore dell’anno aiuta il QPR di tornare in Premier League dopo quindici anni. 
I tifosi lo adorano e un gruppo musicale vicino al mondo Hopps, The Balcony shirt band, gli dedica anche una canzone “Taarabt’s too good for you”

Taarabt ha 22 anni ed è considerato uno dei giovani talenti più forti in Europa, il Marocco ne fa uomo immagine e simbolo del rilancio del movimento calcistico del Paese, le big europee ci mettono gli occhi: Liverpool, Real Madrid ma anche la Juventus lo seguono da vicino. 

Queens Park Rangers
Adel Taarabt ai tempi del Queens Park Rangers – Photo by These Football Times

Alla fine decide di restare al QPR, ma il primo anno in Premier League non è molto felice e termina con un amaro bottino: due gol (nei derby contro Arsenal e Tottenham) e quattro assist in ventotto gare. Sono i primi segnali di un ping pong di alti e bassi complici anche i primi malumori con il tecnico Warnock. 

Durante una sfida contro il Fulham, l’allenatore sotto di 3-0 decide di togliere il marocchino all’intervallo e lui, invece di accomodarsi in panchina, esce dallo stadio e si reca in un pub lì vicino a bere con dei tifosi, oltre alla rivalità con Joey Barton che viene nominato nuovo capitano della squadra.

Taarabt decide così di cambiare aria e di trasferirsi in prestito nell’agosto del 2013 al Fulham. L’esperienza con i Cottagers non è fortunata e nel gennaio torna al QPR dove trova l’allenatore Harry Redknapp che lo etichetta subito come una testa calda, pigro e grasso. Con il tecnico inizia una battaglia dialettica, Taarabt risponde a queste accuse attaccando l’inglese di essere un cattivo allenatore e affermando che a metà dei suoi ex compagni di squadra importava più dei soldi che del bene della società.

Con il QPR la rottura ormai è insanabile, così il marocchino decide di accettare l’offerta proveniente dal Milan, allenato in quel periodo da Clarence Seedorf. In rossonero in sei mesi gioca quattordici partite segnando quattro gol e debuttando in Champions League contro l’Atletico Madrid. Bello il gol con cui il calciatore si presenta ai suoi nuovi tifosi, un destro violento e preciso contro il Napoli come biglietto da visita.

A fine stagione il Milan però non lo riscatta per la cifra di sette milioni e per Taarabt sembra profilarsi all’orizzonte un nuovo giro di prestiti. Al Milan tornerebbe di corsa, ma anche dall’altra parte della città, quella neroazzurra, farebbe un pensierino per il talento marocchino. 

Alla fine a credere in lui è il Benfica che lo preleva a parametro zero. Il club portoghese, consapevole dei limiti caratteriali del calciatore, lo rilega inizialmente con la squadra B per poi girarlo al Genoa a titolo temporaneo. Dopo aver fatto vedere cose interessanti all’ombra della Lanterna, nel 2018 fa ritorno al Benfica. 
Dopo varie vicissitudini e ancora qualche alti e bassi, nel club lusitano trova la definitiva serenità cambiando ruolo passando da trequartista a centrocampista centrale. La metamorfosi avviene nel marzo del 2019, il tecnico Bruno Lage a sorpresa lo convoca per la sfida contro il Tondela, nella ripresa scende in campo e si posiziona al centro del gioco, nell’inedito ruolo di centrocampista centrale, posizione che ancora oggi ricopre e che sembra avergli portato anche costanza nelle prestazioni. 

Superati trent’anni e cambiato ruolo per Taarabt è iniziata una seconda giovinezza volenteroso a recuperare gli anni persi.

di Lorenzo Petrucci