Nash

Tutti conoscono Steve Nash. O quantomeno ne hanno sentito parlare. Il playmaker nativo sudafricano che per circa vent’anni ha brillato negli Stati Uniti sui parquet NBA. Due volte MVP (stagioni 2004-2005 e 2005-2006), forse il miglior assistman di sempre nel gioco della pallacanestro. Che nel 2015 ha deciso di appendere le scarpine al chiodo. E nel 2018 è stato introdotto fra i membri del Naismith Memorial Basketball Hall of Fame. Oggi è head coach dei Brooklyn Nets, mercato in ascesa, con la franchigia newyorchese che punta dritta al titolo.

Nash è stata una delle personalità più poliedriche della storia della NBA. Nato a Johannesburg, da madre gallese e papà inglese, è praticamente cresciuto in Canada, dove la famiglia vi si è trasferita quando lui aveva soltanto 18 mesi. E chiaramente, la sua vita è stata influenzata anche da altri sport. L’hockey, innanzitutto, ovvero lo sport nazionale in Canada, ed il calcio, poichè proprio suo papà John è stato un calciatore professionista e poi un allenatore. Il basket è arrivato soltanto dopo. A circa 12-13 anni Nash si è avvicinato alla palla a spicchi, intuendo dopo poco tempo che quest’ultima sarebbe stata la strada da percorrere per poter sfondare nel mondo dello sport.

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Steve Nash con la maglia del Tottenham – Photo by official Twitter Steve Nash

Il calcio, però, ha influenzato molto la vita di Nash. E continua a farlo tutt’oggi. E’ co-proprietario dei Vancouver Whitecaps della Major League Soccer. Nutre simpatia per il Mallorca, club che attualmente milita nella Liga2 spagnola, ma nel suo cuore un posto speciale lo ha il Tottenham. Una passione che gli ha trasmesso suo papà, inglese, sfegatato fan degli Spurs. Nato praticamente a due passi da White Hart Lane.

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Steve Nash al centro d’allenamento del Tottenham – Photo by official Facebook Tottenham Hotspur

E Nash nel corso della sua carriera da cestista non ha mai tenuto nascosta questa sua fede pallonara. Ed è accaduto spesso, nelle pause del torneo NBA o in off-season, che la point guard si sia sobbarcata la traversata oceanica per essere di fianco alla sua squadra nel nord di Londra sulle tribune del White Hart Lane, o anche in trasferta al seguito della sua squadra del cuore.

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Steve Nash con Lucas Moura – Photo by official account Facebook Tottenham Hotspur

E’ diventata virale sul web la sua reazione dopo il gol di Lucas Moura nella semifinale di ritorno di Champions League, realizzato al 96′, che ha consentito al Tottenham di vincere tre a due all’Amsterdam Arena contro l’Ajax nel maggio 2019. Una vittoria rocambolesca della squadra londinese che è valsa la qualificazione alla finale, per la prima volta nella storia del club londinese. Persa poi in uno scontro fratricida tutto inglese contro il Liverpool di Jurgen Klopp. Tanta gioia, commozione, lacrime che testimoniano quanto Nash tenga alle sorti della sua squadra del cuore.

di Andrea Indovino